sabato 24 marzo 2012

CONSIGLIO DEI MINISTRI: APPROVATA LA RIFORMA DEL LAVORO.

Dopo un Consiglio dei Ministri fiume durato più di cinque ore il Governo ha dato il via libera alla proposta di riforma del lavoro da presentare in Parlamento. L'approvazione secondo una formula attesa è stata proclamata “salvo intese” cioè salve successive e probabili modifiche parlamentari, per evitare di essere ridiscussa in CdM. Il Governo come già annunciato ha preferito optare per il disegno di legge ordinario e non per un decreto per evitare altri strappi dopo il mancato accordo sulle modifiche dell'articolo 18.

Quattro obiettivi principali - Il disegno di legge approntato dal Governo, come si legge nella nota stampa di Palazzo Chigi, “è il frutto del confronto con le parti sociali” che ha portato ad una proposta del lavoro complessa e che introdurrà cambiamenti importanti nel mercato del lavoro italiano. Sono quattro gli obiettivi da raggiungere, una “distribuzione più equa delle tutele dell’impiego”, ovviamente attraverso una sistemazione dei contratti flessibili e l'introduzione dei licenziamenti individuali, una maggior efficienza degli ammortizzatori sociali, favorire contratti stabili attraversò incentivi alle imprese e, infine, un maggiore “contrasto agli usi elusivi degli obblighi contributivi e fiscali”.

Sette macro aree di intervento – Per raggiungere gli scopi della riforma del lavoro il Governo ha approntato sette macro-aree di intervento che vanno dai contratti alle tutele dei lavoratori, dalla flessibilità alle coperture assicurative, dai fondi di solidarietà alle politiche di equità. Per quanto riguarda i contratti “massimo valore all’apprendistato” garantiscono da Palazzo Chigi, che sarà la forma favorita per l'ingresso nel mercato del lavoro e che dovrà avere un reale valore formativo.

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