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sabato 16 luglio 2011

TUTTI IN FILA PER GLI "AFFARI", COMINCIANO I SALDI.

Sono partiti ufficialmente la settimana scorsa i saldi estivi e come tradizione molti negozi sono stati presi d'assalto, in particolare nelle grandi citta' Milano e Roma e in particolar modo nei negozi del centro, dove e' piu' massiccia la presenza di turisti Europei, Cinesi, Russi e Giapponesi. Stesso copione a Milano, dove i negozi erano pieni ma senza resa: fin dalla mattina in molti si sono riversati nei centri commerciali, nei punti vendita delle grandi catene di abbigliamento, nel Quadrilatero della moda. Per roberto Polidori, presidente Federabbigliamento a fare spese "sara' sia chi cerca le griffe scontate al 30-50 per cento sia le famiglie che magari hanno problemi economici e aspettano questo periodo per vestire i loro figli".

Ogni famiglia, secondo Confcommercio, spendera' 274 euro in media mentre saranno piu' della meta', oltre 15 milioni, i nuclei familiari a caccia dell'occasione. A Roma il primo week-end di luglio e' stato tutto dedicato allo shopping: negozi aperti ovunque e caccia all'affare. I commercianti, per i quali le vendite di fine stagione estive rappresentano una buona quota del fatturato annuo, fra l'11 e il 12 per cento del totale, hanno voluto subito partire con sconti fino al 50 per cento.

domenica 12 giugno 2011

SIDDRTHA GOTAMA E LA SUA STORIA.


La letteratura buddista attribuisce la nascita del movimento al principe indiano Siddharta, poi conosciuto col nome di Gotama, che sarebbe vissuto nel VI sec. a.C. (pare sia nato intorno al 563 a.C.), cioè in un periodo storico già caratterizzato dalla disgregazione della primitiva comunità indiana, cui veniva sostituendosi una società basata sullo schiavismo e sulla divisione in classi sociali contrapposte.
La religione dominante dell'India, il Brahmanesimo, subì una crisi: aumentò nettamente l'insoddisfazione per l'ingiusta struttura di casta e per l'arbitrio dei sacerdoti brahmani, il cui potere (quasi assoluto nella vita civile) cominciava ad essere minacciato da dinastie guerriere.
Va inoltre detto che nel periodo in cui i rapporti schiavistici si rafforzarono (specie nell'India settentrionale), il Brahmanesimo, religione della società schiavistica primitiva, che rifletteva la frantumazione delle comunità tribali, non poteva più servire come base ideologica per i grandi dispotismi schiavistici che si andavano formando.
Siddartha era figlio del governatore di uno dei piccoli e bellicosi regni dell'India del nord, tra il Gange e il Nepal. La stirpe guerriera era quella degli Sakya ("potenti"). Egli trascorre la prima parte della sua esistenza nel lusso e nella mondanità della casa paterna, dove riceve un'educazione legata al suo rango, acquisendo anche nozioni di legislazione e di amministrazione.
A 16 anni il padre lo fa sposare e dopo 13 anni ha un figlio, ma proprio all'età di 29 anni decide di abbandonare tutto e tutti.
Infatti, non avendo mai conosciuto alcun aspetto veramente negativo della vita, in quanto non era mai uscito dai confini del proprio palazzo, rimase un giorno letteralmente sconvolto al vedere, in un villaggio, un vecchio decrepito, un malato grave e un corteo funebre. Improvvisamente capì che esistevano anche le malattie, la vecchiaia e la morte come destino universale degli esseri umani.
Infine incontrò un povero asceta che aveva rifiutato volontariamente ogni ricchezza e piacere della vita e che errava felice per la campagna: decise così di seguire il suo esempio.
In quei tempi, che segnavano l'inizio della speculazione filosofica indiana, svincolatasi dal ritualismo vedico, non erano pochi gli uomini (specie della casta dei guerrieri), e talvolta anche le donne, che abbandonavano il mondo per dedicarsi a una vita di meditazione e ascesi secondo le ben collaudate tecniche dello yoga.
Il Buddha dunque visse per sette anni nella foresta, sottoponendosi - sotto la guida di vari maestri -a digiuni, sofferenze e privazioni d'ogni genere, al fine di conseguire la pace interiore e la conoscenza della verità. Ma non rimase soddisfatto di questa vita.
Abbandonò ogni maestro e decise di ricercare da solo la via della Liberazione (mukti). A 35 anni, giunto alla soglia della morte per esaurimento, una notte -secondo la tradizione-, mentre era seduto ai piedi di un albero, sprofondò nei suoi pensieri pervenendo all'"Illuminazione" (Buddha infatti significa "illuminato" o "risvegliato"). Essa consisteva nel rifiutare sia una vita di piaceri, perché troppo effimera, che una vita di sofferenza volontaria, perché fonte di orgoglio.

martedì 7 giugno 2011

IL BUDDHISMO E I 5 COMPONENTI CHE UNISCONO UN'INDIVIDUO

Torniamo a parlare di una delle religione che sta prendendo sempre piu' liberta' e spazio nella nostra societa', forse per la sua saggezza o forse perche' ognuno di noi si rispecchia in questo mondo del Buddhismo.

Il Buddha storico ha parlato spesso dei Cinque Skandha, in altre parole le cinque componenti che formano un vero e proprio individuo. Ogni cosa che noi consideriamo “Io” è una funzione dello Skandha. In altre parole, un individuo può essere pensato come un continuo processo di Skandha.
Soffro quando c’è disordine tra le cinque parti di me, perché “Io” sono cinque.
Per capire un po’meglio, quando il Buddha ha spiegato le Quattro Nobili Verità, ha iniziato dalla prima verità: la vita è “dukkha”; spesso tradotto come “la vita è sofferenza”, o “insoddisfacente”. Ma il Buddha ha anche usato la parola “impermanenza” e “condizionamento”. In pratica, essere condizionati significa essere colpiti, essere fuorviati da qualcosa d’altro. Spesso non c’è accordo tra quello che desidero e quello che sono capace di fare. Soffro, non riesco a fare quello che ho deciso. Il Buddha ha insegnato che gli Skandha sono dukkha.
Le componenti dello Skandha agiscono dunque insieme, si cerca di dare un ordine, di fare andare d’accordo le nostre cinque parti , di raggiungere il senso di un Sé unico, o di un “Io”. Ma il Buddha ha anche insegnato che ciò è molto difficile, poiché quasi sempre non c’è accordo nello Skandha. Per comprendere lo Skandha è utile capire l’illusione del Sé.

domenica 5 giugno 2011

LA STORIA DEL BUDDHISMO.

Il Buddha, il cui nome era Siddharta Gautama, visse nell'India del Nord nel VI sec. a.C. Il Buddha nacque, durante il viaggio che doveva portare la regina Maya, moglie del capo del clan degli Sakya, il nobile guerriero Suddhodana, a partorire il primo figlio nella casa paterna, secondo la tradizione del tempo. Ma la tradizione vuole che la giovane non raggiungesse mai la casa e partorisse in un boschetto, mettendo al mondo colui che diventerà il Buddha. Prima di intraprendere la sua ricerca spirituale, il Buddha viveva nell'agio presso il palazzo del padre, seguendo l'educazione necessaria a divenire, un giorno, re di una regione che corrisponde all'incirca all'attuale Nepal.
Poco prima di compiere trent'anni il principe Siddharta incontrò delle persone che stavano vivendo l'esperienza della malattia, della vecchiaia e della morte, rimanendone molto impressionato e turbato. Allo stesso modo rimase profondamente ammirato dalla serenità mostrata da un saggio eremita. Maturando tali esperienze, il principe Siddharta realizzò la precarietà e la temporaneità del suo stato di agio ed abbandonò la sua casa e la sua famiglia, in cerca di una soluzione definitiva alle grandi sofferenze del mondo. Intraprese in tale ricerca diverse pratiche spirituali ed incontrò molti maestri, finché, insoddisfatto di quanto sperimentato, ricercò la sua via: una via di mezzo tra l’estremo ascetismo e una vita legata ai piaceri dei sensi. Fu come risultato di questa ricerca che una sera, all'età di trentacinque anni, meditando sotto un albero, poi conosciuto come l’albero della Bodhi o del Risveglio presso Bodhgaya (nell'attuale regione del Bihar, in India), il principe Siddharta raggiunse lo stato dell'Illuminazione, lo stato di completa e profonda saggezza, al di là di ogni sofferenza. Da quel giorno fu noto come il Buddha, il Risvegliato.
Dopo l'Illuminazione il Buddha diede il suo primo insegnamento a Sarnath, noto come "Le Quattro Nobili Verità" che indicano la via per liberarsi dallo stato di sofferenza esistenziale propria dell’uomo, senza il bisogno di intermediari sacerdotali come i brahmani, ma attraverso un lavoro su se stessi. Da quel momento passò la sua vita ad insegnare come raggiungere il suo stato di Illuminato ad innumerevoli persone.
Fondò una comunità monastica a cui poterono accedere gli uomini e successivamente anche le donne, dato estremamente rivoluzionario nella società indiana dell’epoca, che tradizionalmente non consentiva a queste ultime di uscire dalla tutela e dal controllo diretto della famiglia patriarcale. Il Buddha morì ad ottanta anni nel 480 a.C., a Kusinara, nell'attuale regione indiana dell'Uttar Pradesh.
Alla morte il Buddha non lasciò alcun successore e la comunità continuò ad operare insieme. All’inizio mancava anche un Corpus Canonico codificato, e i discepoli diretti del Buddha si riunirono nel 473 durante il I Concilio indetto a Rajagriha per la durata di sette mesi per trasmettere ciò che avevano appreso direttamente dal Maestro. In tale consesso vennero esposti i sutra, ovvero i discorsi del Buddha così come ricordati dal discepolo a lui più vicino, Ananda, mentre la dottrina delle regole monastiche fu esposta da Upali, altro discepolo importante.
Circa centodieci anni dopo, nel 363 a.C., si tenne un secondo Concilio a Vaisali, città in cui i monaci avevano da tempo adottato delle pratiche discutibili: questi furono messi a confronto con monaci provenienti da tutta l’India, fatto che dimostra la diffusione già avvenuta del buddhismo, e alla fine venne deciso da tutti i presenti di darsi un codice di comportamento, il Pratimoksha, che tuttora viene seguito dalla comunità monastica.
Altro momento fondamentale nella storia del buddhismo sarà il terzo Concilio indetto nel 245 a.C. a Pataliputra dall’imperatore Asoka Maurya, che sarà uno dei principali protettori del buddhismo in India. In tale concilio si cercò di frenare le emergenti tendenze scismatiche, che cominciavano a differenziare l’insegnamento e che un paio di secoli più tardi daranno origine a due scuole fondamentali: la scuola del cosiddetto Piccolo Veicolo o Hinayana e quella del grande Veicolo o Mahayana.
Infine all’incirca alla fine del primo secolo dopo Cristo, la comunità monastica che nei secoli precedenti si era formata e stabilizzata nello Sri-Lanka, redisse il Canone Buddhista in forma scritta Tale Canone in lingua pali , composto da tre parti o canestri (Tripitaka) ovvero quello dei discorsi (Suttapitaka), della disciplina monastica (Vinayapitaka) e della dottrina filosofica (Abhidharmapitaka) è rimasto integro fino ad oggi ed è accettato dalle scuole di tutto il sud-est asiatico ed è una base di comparazione per i resti del canone in sanscrito che nella sua interezza è andato perduto in seguito alle invasioni musulmane e alla distruzione dei monasteri e delle università monastiche buddiste come quella famosissima di Nalanda nel nord dell’India.
A seguito della morte del Buddha, il suo insegnamento si diffuse in varie parti dell'Asia, mutuando ed assimilando gli usi e costumi locali e dando vita a varie tradizioni buddhiste, che si differenziarono tra loro per alcuni aspetti interpretativi dell'Insegnamento. Delle originali diciotto scuole, che formavano il così detto "Piccolo Veicolo" (Hinayana), oggi rimane attiva solo la scuola Theravada, che si è prevalentemente diffusa in Sri Lanka, Tailandia, Birmania, Cambogia e Laos. All'incirca nel I secolo a.C. nacquero le tradizioni del "Grande Veicolo" (Mahayana), in cui vi è grande enfasi della figura del Bodhisattva, colui che dedica tutte le sue realizzazioni spirituali e le sue azioni alla liberazione della sofferenza di tutti gli esseri. Al "Grande Veicolo" appartengono le tradizioni Ch'an (pronuncia Cian) sviluppatesi in Cina, Vietnam e Corea, le altre scuole cinesi (Terra Pura, Tientai, ecc.), le scuole giapponesi (Zen, Nichiren, ecc.), nonché le scuole della tradizione Vajrayana (Via del Diamante, pronuncia vagiaraiana) diffuse in Tibet, Mongolia ed alcune regioni dell'attuale Russia. La tradizione Vajrayana del Tibet è particolarmente nota anche a causa delle vicende politiche ed umanitarie legate all'invasione del Tibet da parte della Cina, avvenuta tra il 1950 ed il 1960.
 Torneremo piu' in la a parlare di questa meravigliosa religione piena di carisma e tante nuove cose da imparare.

lunedì 7 marzo 2011

8 MARZO 2011 FESTA DELLA DONNA: TUTTI GLI EVENTI.

LA FESTA DELLA DONNA FESTEGGIATA CON LA MUSICA:  
Anche quest'anno, l'8 marzo e' arrivato, e comincia proprio dalle donne, come si suol dire in questa ricorrenza, infatti proprio oggi nei negozi di dischi esce il nuovo album della cantautrice Canadese Avril Lavigne, con il suo cd che contiene piu' di 12 brani, dove in questi brani continua a condividere le sue esperienze personali e quest'ultima uscita ne rappresenta una sua grande evoluzione.
Domani, festa della donna, con grande gioia, la cantante italiana Erica Mou debuttera' con il suo primo album, con 11 brani autobiografici che mettono in luce le sue grandi qualità compositive e vocali e una bonus track, 'Don't Stop', cover dello storico brano dei Fletwood Mac e colonna sonora del nuovo spot istituzionale Eni. Poi sara' la volta di Loredana Errore e il suo album s' intitola 'L'Errore' il disco dell'ex talent di 'Amici' e contiene dieci brani, tutti firmati da Biagio Antonacci (due in tandem con Loredana al suo esordio come autrice. Sempre domani per la festa della donna uscira' il nuovo attesissimo disco dei subsonica "eden" e il nuovo album di inediti dei R.E.M., che la stessa band non esista a definire "l'album più bello" che abbiano prodotto negli ultimi 20 anni". E' stato anticipato in radio dal singolo 'Uberlin'. "Collapse into now" è stato registrato a New Orleans, Nashville e Berlino nell'arco di 12 settimane. Si tratta di una raccolta di energici brani rock, di tranquilli momenti malinconici e di strimpellate mid-tempo che il bassista Mike Mills definisce "il nostro miglior album dai tempi di 'Out Of Time'".

FESTA DELLA DONNA 2011: INGRESSO AI MUSEI GRATIS: 
per questa occasione il Ministero dei Beni Culturali, anche quest'anno ha scelto di offrire l'ingresso a tutte le donne che vogliono dedicare la loro giornata all'insegna della cultura, visita gratis a tutti i musei e mostre di cui una delle piu' splendide dedicata al mondo del fashion denominata II Teatro alla Moda.

8 MARZO NELLA CAPITALE:
 nella capitale anche quest'anno prevede appuntamenti dal mattino fino a sera. Alle 7 si parte con il flash mob in ''rosa'' per le strade della citta' organizzato dal comitato 'Se non ora quando' che invita tutte e tutti a ridare valore alla giornata internazionale delle donne e a unirsi virtualemnte con un fiocco rosa da appendere alla borsa, al motorino, sulle statue, monumenti, intorno agli alberi, alle finestre, sulla giacca, sul finestrino della macchina. Piu' tardi, dalle ore 13 alle 15 nelle stazioni della metropolitana di Castro Pretorio, San Giovanni e Repubblica le donne-libro dell'Associazione Donne di carta citeranno passi di libri.
Nel pomeriggio, alle ore 16, le iniziative si concentreranno nei giardini di Piazza vittorio con performance sul lavoro, sulla danza e sullo sport, oltre a proiezioni di video e musica dal vivo.