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sabato 22 settembre 2012

Ultimissime: Finalmente una buona notizia . . . !!! La maria come medicina . . .

Forse finalmente una buona notizia per qualcuno. Il Veneto diventa la terza regione italiana a riconoscere la valenza terapeutica dei derivati dalla cannabis accogliendo le disposizioni ministeriali del 2007 che avevano riconosciuto l'efficacia della cannabis ad uso medico. Dopo la Regione Toscana, la prima in assoluto nel nostro Paese, e la Liguria, anche il Consiglio Regionale del Veneto martedì scorso ha dato il via libera alla distribuzione gratuita, negli ospedali e nelle farmacie, di farmaci e preparati galenici a base di cannabinoidi che spesso si sono rivelati fondamentali per alcune patologie. Nonostante i precedenti è stata comunque una decisione difficile e complicata con numerose modifiche al testo iniziale varato dalla commissione sanità della Regione, soprattutto perché la legge rischiava di essere impugnata dal Governo. Ad ogni modo la nuova normativa, approvata all'unanimità, prevede l'avvio sperimentale della distribuzione gratuita di questo tipo di farmaci negli ospedali e nelle farmacie del Veneto, previa prescrizione medica e un programma terapeutico per i pazienti. Ma il Consiglio regionale veneto è andato oltre valutando il fatto che ad oggi in Italia non esistono produttori di questi farmaci che quindi devono essere importati dall'estero con lunghe attese e costi elevati.

Avviata anche fase sperimentale di produzione dei farmaci - Per evitare spese onerose e lungaggini inutili  nella nuova legge regionale infatti si prevede insieme alla distribuzione anche una fase sperimentale di produzione diretta degli stessi farmaci, da attuare tramite convenzione con il Centro per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura (Cra) di Rovigo e lo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze. Si sancisce così l'istituzione di apposite area di ricerca per la coltivazione agricola e la produzione dei medicinali al fine di poter acquistare direttamente e al prezzo di costo i cannabinoidi ad uso terapeutico.  Per il momento la Regione veneto ha stanziato 100mila euro di fondi per avviare la sperimentazione nel 2012, anche se per il futuro certamente i fondi dovranno essere più cospicui per assicurare la gratuità dei farmaci. Ad ogni modo per far partire la complessa procedura e rendere operative tutte queste misure si attende una delibera attuativa della giunta regionale.

Crisi Economica: I disoccupati nel 2013 rischiano di superare il 12%.

Ormai alle brutte notizie sembra non esserci mai fine. La crisi economica che affligge il nostro paese sembra prendere piu' piede e a dimostrarcelo e la revisione al ribasso delle stime sull'andamento dell'economia - il PIL per  intenderci - si annunciano tempi ancora più duri per l'occupazione. All'inizio il governo Monti prevedeva un -1,2% per il PIL 2012, e un +0,5% nel 2013. Su questa base prevedeva una disoccupazione al 9,3% nel 2012, e al 9,2% nel 2013.
Ora lo scenario è cambiato e le stime dell'Esecutivo stanno in pratica allineandosi a quella della Confindustria e del suo Centro Studi: PIL in calo del 2,4% nel 2012 e dello 0,6% nel 2013. Due anni direcessaione che dovrebbero lasciare vuoti molto più ampi nel campo dell'occupazione: 10,7% nel 2012 e addirittura 12,1% nel 2013. C'è da sperare che per una volta si sbaglino.
Comunque è ora che si torni a fare qualcosa di concreto sulla crescita. Delle parole ormai siamo stufi. Nuovi cambiamenti di governo dove si promettono miracoli, ma poi niente di fatto. Forse davvero ci sarebbe bisogno di un vero e proprio colpo di stato, dove noi cittadini dovremmo ribellarci con le nostre forze e dire basta alle ingiustizie e le sopraffazioni del governo, perche' chiunque andra' al potere, di questi politici prendera' le redini del suo predecessore.

Il pranzo dei Deputati: dal 2014 sara' tutto a loro carico.

Oggigiorno, con la crisi economica che affligge il nostro paese, mangiare, si sa, è da sempre un costo molto impegnativo per le famiglie italiane, che spesso affollano i discount alla ricerca di prodotti a basso costo con un minimo di qualità. Le alternative sono due: o si va sempre a mangiare dalla mamma (ma forse non è il caso...) oppure si va alla Camera dei Deputati, dove si pagà solo la metà del pranzo. L'altro 50%, infatti, è gentilmente offerto dalla stessa Camera, con soldi ovviamente pubblici. I costi? Ridotti ma mi ca tanto. Sono venti euro per un pasto completo a carico del deputato, con altri 18 che arrivano direttamente da Montecitorio. Al di là che si potrebbe discutere anche il costo (38 euro per un pranzo sembrano un po' esagerati...) ma sicuramente siamo di fronte ad un altro abuso e spreco di denaro pubblico.

Ora, però, si cambia registro (forse): i questori del Palazzo hanno infatti approvato una delibera che dovrebbe entrare in vigore dal 2014. In sostanza questo provvedimento è volto ad affidare in concessione il servizio di self service che dovrà prendere il posto dell'attuale ristorante, di certo non a buon mercato.
Fin qui tutto bello, ma ecco arrivare la tanto famigerata burocrazia italiana. Serve tempo, dunque il provvedimento non entrerà in vigore prima del 2014; la stima è di "un risparmio annuo di 2,5 milioni di euro" come riporta la delibera del collegio dei questori del 12 settembre: "Il sistema di compartecipazione al prezzo del pasto sarà rivisto - si legge ancora - prevedendo in ogni caso, per i deputati, che il pagamento delle consumazioni presso il self service sia a totale carico degli stessi".
Risotto alla pescatora, salmone con patate lesse e bevanda a 20 euro; oppure un filetto, un contorno e una frutta. 5 euro per pasta con vongole e bottarga e così via. Certo è che, per la ristorazione, ad oggi a bilancio c'è una cifra monstre: 3,5 milioni di euro. È ora di dare un taglio: ai pasti, alle sovvenzioni e alle spese inutili.

mercoledì 19 settembre 2012

Politica e cancellazione degli scatti: ecco a quando possono arrivare gli stipendi a Palazzo Madama.

Dipendenti del Senato pronti a tutto pur di difendere gli scatti di anzianità. Si teme infatti che vengano aboliti, cosa accaduta agli statali già 20 anni fa. Ma non a chi lavora a Palazzo Madama, che mediamente riesce persino a quintuplicare lo stipendio, prendendo 149.300 euro, il quadruplo di un dipendente dello Stato. Fu Craxi, nel 1984, a iniziare l'opera di abolizione degli scatti; Amato completò l'opera con il Decreto legislativo n. 29 del 3 febbraio '93. Sono rimasti soltanto quelli per chi lavora nella scuola (ma il primo scatto, dopo due anni, è stato abolito).

In Senato, come detto, è rimasto lo scatto: così, in 40 anni, lo stipendio annuo lordo di un "assistente parlamentare", il livello più basso, quello dei commessi, può crescere da 38.059 a 159.729 euro moltiplicandosi per 4,2 volte. Quello dei coadiutori da 46.678 a 192.446. Quello dei segretari da 56.766 a 255.549. Quello degli stenografi da 67.390 a 287.422. Ma il top della progressione spetta ai consiglieri parlamentari, la cui retribuzione può passare da 85.415 a 417.037 euro, lievitando di quasi cinque volte. Dati delle buste paga del 2008.
Oggi pomeriggio, per difendere questi privilegi, i dipendenti si ritroveranno all'assemblea organizzata dalla Cgil. I lavoratori di Palazzo Madama sono davvero disposti ad alzare le barricate per continuare a guadagnare quello che nessuno dei comuni mortali probabilmente riuscirà a vedere mai?

venerdì 14 settembre 2012

Politica ed Economia: i nostri paperoni del governo. Chi sono e quando guadagnano.

Oggigiorno si parla spesso dei cosiddetti 'costi della politica', degli sprechi nel governo, dei tagli o ancora  meglio: dei 'costi della casta'. Ma la vera novità sta nel calcolo dei guadagni degli esponenti politici, rapportati ai loro anni di permanenza in Parlamento: si parla infatti di ben 291,35 milioni di euro.
I media parlano di veri e propri "centosauri" e anticipa il contenuto delle tabelle che il senatore dell'Idv Stefano Pedica distribuirà oggi alla stampa.

Chi ha resistito più a lungo ciclo è Beppe Pisanu, Pdl, presidente della Commissione parlamentare antimafia: ha totalizzato 38 anni e 88 giorni, e 5,5 milioni. In fondo alla lista invece c'è Tiziano Treu, del Pd (16 anni e 96 giorni, e 2,34 milioni).
Pier Ferdinando Casini, leader Udc, e Gianfranco Fini, Fli, attuale presidente della Camera, sono entrambi in Parlamento da 29 anni e 32 giorni e hanno guadagnato 4,18 milioni.
Renato Schifani, presidente del Senato, è a quota 2,34 milioni, ma nell'elenco ci sono anche Massimo D'Alema (23 anni e 125 giorni, e 3,36 milioni), Umberto Bossi (21 anni e 124 giorni di presenza, e 3,07 milioni), Silvio Berlusconi (18 anni e 120 giorni, e 2,64 milioni).

sabato 1 settembre 2012

Crisi Economica 2012. Sara' molto lenta sui mercati emergenti.

Torniamo ancora a parlare, purtroppo di crisi economica e del suo evolversi con il passar del tempo. Passerà ma la ripresa dell'economica e la crescita dei mercati, soprattutto quelli emergenti, sarà lenta. Questo il giudizio dato dall'agenzia di rating Moody's, che di fatto mette in guardia l'economia mondiale e gli investitori. Ma qual è il problema di fondo?
Nel nuovo report redatto dalla già citata agenzia dal titolo "Update to the global macro-risk outlook 2012-2013: euro area debt crisis continues to pose the greatest risk", si evince come i rischi al ribasso per il recupero dell'economia mondiale siano aumentati, cosa che di fatto porterà ad una crescita dei mercati emergenti più lenta del previsto. Dunque, un segno più per il 2012 decisamente inferiore rispetto a quanto fatto registrare già nel 2011 e ancor prima nel 2010: "Stiamo rivedendo al ribasso le stime per i grandi mercati emergenti, in cui l'indebolimento del contesto esterno e il contemporaneo rallentamento della domanda interna stanno causando un rallentamento della crescita - le parole di Elena Duggar, credit officer for sovereign risk di Moody's - riteniamo che il rallentamento nelle economie avanzate e la volatilità dei flussi di capitali limiteranno la crescita dei paesi emergenti".

Secondo l'agenzia i rischi maggiori sono rappresentati anche dalla contrazione del credito e, di conseguenza, dal brusco rallentamento di economie come quella cinese, indiana e del Brasile. Discorso diverso, invece, per i paesi del G20, per i quali è previsto un modesto recupero: +2,8% nel 2012 e 3,4% nel 2013, rispetto al 3,2% (2011) e del 4,6% (2010) precedenti.

venerdì 24 agosto 2012

Rca: sconti e come tagliare le tariffe del 40%.

Tagliare le tariffe Rc auto del 40% in quattro mosse. La possiamo riassumere così una proposta che recentemente l'ACI, Automobile Club D'Italia, ha presentato al Governo. La proposta, in quattro punti, prevede l'obbligo tassativo della riparazione delle auto coinvolte in un sinistro presso le officine convenzionate con le compagnie. Così come occorre da un lato aumentare da due a cinque giorni i tempi per la visita del perito, e dall'altro lato ridurre da 24 mesi a soli 90 giorni il termine ultimo per la denuncia di un sinistro.

Inoltre l'ACI, come quarto punto tale da permettere il calo delle tariffe RC auto, ha proposto l'obbligo dell'analisi strumentale per il danno biologico più diffuso, quello relativo al cosiddetto colpo di frusta. In questo modo si può dare ossigeno agli automobilisti già vessati da costi elevati per il mantenimento dell'auto a partire dalla benzina che in questi giorni ha toccato anche i due euro al litro.

giovedì 16 agosto 2012

Politica: Gianfranco fini paga le ferie alla sua scorta con i soldi pubblici.

Ancora un argomento che fa tanto discutere su un'Italia di sprechi di soldi pubblici, che invece di essere usati per risanare il paese vengono utilizzati per esigenze di chi li gestisce. Articolo pubblicato sabato, polemiche la domenica. Lunedì di riflessione e martedì querela partita. La diatriba nata tra Gianfranco Fini e il quotidiano Libero ha avuto uno svolgimento rapido, molto rapido. Da fare invidifa quasi a Usain Bolt. Ma, si sa, quando di mezzo ci sono i soldi pubblici e i presunti usi per scopi privati, le notizie girano a velocità inaspettate. E anche le querele.

Andiamo con ordine. Il quotidiano Libero, sabato, ha pubblicato un articolo, a firma della giornalista Barbara Romano, nel quale sottolineava come il presidente della Camera Gianfranco Fini avesse prenotato ben nove stanze di albergo ad Orbetello, località dell'Argentario, nella bassa Toscana, destinate alla sua scorta; per una spesa complessiva di 80mila euro. Fin qui tutto normale, se non fosse che, secondo quanto riporta il quotidiano milanese, i soldi utilizzati sarebbero stati pubblici. Da qui la querela.


Insomma, dopo l'articolo di sabato il polverone è stato alzato. C'è da aggiungere che anche il Viminale, in via ufficiale con il ministro degli Interni Anna Maria Cancellieri, ha chiesto una "approfondita relazione" al capo della polizia "sulle modalità di sicurezza predisposte" per Fini.

Che poi le camere siano state prenotate per tutto il periodo estivo (dall'1 luglio al 15 settembre) e una per ognuno dei nove agenti (ma saranno sempre tutti presenti contemporaneamente?) rincara la dose sull'eventuale spreco di denaro pubblico. E pensare che fino ad adesso, Fini ha trascorso poco più di una ventina di notti al mare con la famiglia, con tanto di camere pagate per gli agenti di scorta rimaste deserte.

Fini non ci sta e replica: "Le modalità per garantire la sicurezza della mia persona in ragione della carica istituzionale ricoperta sono decise autonomamente dai competenti organismi del ministero degli Interni, anche in base a norme di legge - risponde -. Dal giorno in cui sono stato eletto Presidente della Camera ad oggi non ho mai chiesto, né tanto meno ho mai usufruito di servizi diversi, e men che meno privilegiati e di favore, rispetto a quelli decisi in base alle loro valutazioni dagli uffici della Polizia di Stato a ciò preposti. Ho preventivamente informato di questa nota il ministro degli Interni, dottoressa Cancellieri, che ringrazio per la sensibilità dimostrata, e ho dato mandato, a tutela della mia onorabilità, di adire le vie legali nei confronti di Libero". Ora aspettiamo il prossimo round.

sabato 21 luglio 2012

Cronaca: La spagna si ribella, scontri tra pompieri e polizia

I conti sono drammaticamente in rosso, il ministro dello sviluppo spagnolo afferma che “il paese non ha un soldo in cassa per pagare i servizi pubblici e se la Bce non avesse comprato i titoli di Stato, il Paese sarebbe fallito” ma dimentica di dire che se i conti sono drammaticamente in rosso non è per le spese di sostegno allo stato sociale o per il mantenimento in vita di diritti conquistati a costo di decenni di lotte, ma per i folli costi di salvataggio richiesti da enti bancari spagnoli resisi colpevoli di insensate, rischiosissime speculazioni andate a male; dimentica di dire che è per salvare quelle banche (i cui dirigenti sono stati lautamente compensati e congedati con onore) che un intero paese viene messo in ginocchio. A pagare è il popolo naturalmente e – nello specifico – le classi meno abbienti e la classe media. Guai a toccare i privilegi! D'altronde, è proprio nella classe dei privilegiati che siedono comodi i colpevoli del crack delle banche spagnole, chi potrebbe mai toccarli?

Eppure le cose non sono sempre andate così, il popolo islandese – ad esempio – ha rifiutato il ricatto del Fondo Monetario Internazionale ed è sopravvissuto. Altro contesto, altra vicenda – è chiaro – ma serve a seminare ancora e sempre il dubbio che, forse, la cura della Troika non è l'unica possibile; una cura che ha portato al 24% il tasso di disoccupazione, con picchi che – in alcune zone – vanno oltre 32%; una cura che ha imposto 65 miliardi di euro di tagli ai servizi, agli stipendi, allo stato sociale, alla scuola, alla sanità, il tutto per portare il rapporto deficit/pil al 3% entro il 2016, ma senza la minima cura per la disperazione popolare, il malcontento dilagante, le voci si rabbia che si levano dalle piazze, i confronti durissimi tra il popolo e il potere politico cui non si riconosce – ormai – nessuna autorevolezza. Del resto, secondo le previsioni (per altro spesso sballate) del FMI, la Spagna – così come l'Italia e la Grecia – dovrebbe attendere il 2020 per ritrovare il tenore pre-crisi, ma, nel frattempo, nessuno si è curato di far sapere al popolo come dovrebbe fare ad arrivare vivo fino ad allora.

giovedì 12 luglio 2012

Politica: gli stipendi dei deputati verranno abrogati con un referendum. Nessuno ne parla, ma cominciamo noi a farlo sul web. !!!

Tagliare gli stipendi d'oro di deputati e senatori si può. Anzi, si voterà proprio per questa (buona) causa. Ma in quanti lo sanno e chi è a conoscenza dei modi per votare? Dallo scorso 14 maggio, infatti, in tutte le segreterie dei Comuni italiani è possibile sottoscrivere il referendum, promosso dal Partito dell'Unione Popolare.
Il problema è che giornali e televisioni non ne parlano, neanche un accenno. Tocca al web, dunque, affrontare l'argomento. Coinvolgere i cittadini. In particolare, tocca ai social network, Facebook e Twitter.
Intanto, sul sito del partito promotore si può leggere quanto segue: "Si tratta di abrogare l'art. 2 della legge 1261 del 1965 che disciplina le indennità spettanti ai membri del Parlamento. Nello specifico il suddetto art. 2 definisce i compensi relativi alla diaria ed alle spese di soggiorno a Roma dei parlamentari. Avrebbe dovuto, e potuto, essere un segnale importante per il Paese se i Parlamentari stessi avessero rinunciato a tali compensi. Ma, visto che ciò non è accaduto, allora saremo noi cittadini elettori a provare a far diventare realtà tale richiesta. Da lunedi 14 maggio in tutti i Comuni d'Italia si può sottoscrivere il referendum presso le segreterie comunali".

Appoggia il referendum pure Italia Libera Lista Civica Nazionale. Sulla bacheca Facebook di "UP firma per abrogare stipendi d'oro dei deputati" gli iscritti sono 20.818. La raccolta firme è aperta fino al 31 luglio. Se dall'UP dichiarano di voler presentare le firme nel gennaio 2013, numerosi sono gli interventi di coloro che affermano l'illegittimità di tale procedimento e accusano il partito di volersi fare solo pubblicità.
Sul sito internet del Comune di Monza la raccolta firme effettivamente esiste, nella sezione Monza Servizi - Diritti e Partecipazione - Raccolta Firme. E si può leggere quanto segue: "Le proposte di legge o di referendum sono pubblicizzate con affissione all'Albo pretorio e avvisi alla stampa". Andando direttamente in Comune, poi, si scopre che effettivamente sono due le raccolte firme: oltre a quella di Up, c'è quella del Comitato del Sole. Al momento, le firme sono pochissime, la pubblicità manca. Solo il web sta cercando di fare la sua parte.

mercoledì 11 luglio 2012

CRISI ECONOMICA: PIU' ATTENZIONE AI RISPARMI E LA REAZIONE DELLE SINGOLE FAMIGLIE.

La situazione di crisi economica globale sta fortemente influenzando gli italiani, ripercuotendosi sul loro senso di sicurezzai in relazione alle proprie finanze personali. A confermarlo è l'Indice di benessere finanziario di ING DIRECT (IBF), l'indicatore sintetico che misura il benessere percepito dalle famiglie in relazione alle sei dimensioni della finanza personale (mutui, prestiti, carte di credito, risparmio, investimenti, reddito e spese familiari), che è calato di 3 punti rispetto ad un anno fa e di oltre 4 punti rispetto allo scorso dicembre, registrando così un picco in negativo.
Rilevato da Gfk Eurisko e calcolato su una scala da 0 a 100 per misurare il comfort delle famiglie con le finanze personali (100 =massimo comfort,  50 =medio comfort, 0 = massimo disagio), l'IBF tocca oggi il suo minimo storico dalla primavera 2011, data della prima rilevazione, e raggiunge 43,3 punti contro i 46,5 di un anno fa. Il senso di minore sicurezza rispetto al passato riguarda in primis la capacità degli italiani di pagare le rate del mutuo, seguito dal timore di non riuscire più ad accantonare risparmi e dalla perdita di capacità reddituale. La sicurezza nel riuscire a pagare spese di casa e bollette, in particolare, crolla nell'ultimo trimestre di ben 6 punti.


Aumenta e si acuisce ulteriormente il divario nel benessere percepito tra uomini e donne: oggi l'IBF femminile è di 41,3, due punti sotto la media nazionale, contro il 45,2 degli uomini. Se per entrambi l'IBF è calato rispetto all'anno scorso, quando si assestava attorno ai 46 punti, il peggioramento appare decisamente più significativo per la popolazione femminile (5,4 punti di calo contro 1 punto per i colleghi maschi).
Tra le cause papabili la disparità nella retribuzione (un recente rapporto UE dice che nell'Unione il 16,4% delle lavoratrici percepisce stipendi più bassi di colleghi maschi nello stesso ruolo; in Italia il gap è attorno al 20%, secondo i dati dell'Università Bocconi) e i livelli di occupazione femminile ancora bassi (in Italia il tasso di occupazione delle donne, secondo gli ultimi dati Istat, è del 47%, circa 20 punti sotto quello degli uomini, a 67,1%).
Se già nei mesi scorsi le famiglie facevano fatica a mettere da parte una quota del proprio reddito per spese future e progetti a lungo termine, oggi con lo stipendio non solo faticano a risparmiare, ma anche a coprire le bollette e le spese ordinarie. Questo li costringe a intaccare i risparmi, accumulati negli anni. Basti pensare che la dimensione finanziaria del reddito passa nell'ultimo trimestre da un IBF di 47,7 a 44,2, e quella delle bollette è in calo di 6,4 punti, da 51,2 a 44,8.
I risparmiatori italiani però reagiscono all'attuale situazione economica con zelo e metodicità. Adattano cioè le proprie abitudini di consumo e, soprattutto, fanno più attenzione nel gestire i risparmi. Secondo la Ricerca internazionale ING sul Risparmio, quasi 8 italiani su 10 (76%) monitorano costantemente il bilancio familiare: controllano tutte le entrate e le uscite sugli estratti conto della carta e le altre documentazioni bancarie. Si tratta della percentuale più alta fra gli 11 Paesi considerati, ma il dato si inserisce in una tendenza condivisa. La media degli "attenti" negli 11 Paesi è infatti del 62%: altre nazioni particolarmente attente alle proprie finanze sono Germania (72%) e Francia (69%).

giovedì 5 luglio 2012

SPENDING REVIEW: 1 STATALE SU 10 VIENE MANDATA VIA; I SINDACATI VOGLIONO SPIEGAZIONI E INIZIANO LA GUERRA.

L'aliquota Iva salirà a partire da gennaio, invece che di 2 punti e mezzo, due da ottobre e un altro mezzo punto dal gennaio 2014, come annunciato all'uscita della manovra Monti, di un solo punto, dal 21 al 22% per l'aliquota standard e dal 10 all'11% per quella ridotta; crescerà poi di un ulteriore mezzo punto dal 2014.

Eppure i tagli ci sono, eccome, e riguardano principalmente sanità, giustizia e pubblico impiego.

Il viceministro del Tesoro Vittorio Grilli - come riporta Internet e politica - ha confermato l'indiscrezione pubblicata qualche giorno fa:

"Nella spending review è previsto il taglio del 20% dell'organico dei dirigenti della Pa e del 10% dei dipendenti. Ma non solo, previste sforbiciate alle consulenze, alle spese per acquisto di beni e servizi oltre all'accorpamento di enti. Sospesi i concorsi per dirigenti, tagliate le risorse alle università e agli statali"

Proprio ieri 3 luglio 2012 la Camera ha votato Sì al primo decreto legge che istituisce la spending review. Il testo è stato approvato con 387 sì, 20 no e 47 astenuti. Il decreto, che ora torna al Senato, scadrà il 7 luglio.

Nella bozza del testo - riporta una nota dell'Agi - sono previsti il blocco degli stipendi e le ferie coatte per i dipendenti pubblici; la riduzione dei permessi sindacali del 10% per gli statali a pa

martedì 26 giugno 2012

CRISI ECONOMICA: GLI EUROBOND BOCCIATI DALLA MERKEL, ARRIVA IL DOCUMENTO SALVAEURO.

Alla vigilia del vertice europeo di Bruxelles in programma il 28 e il 29 giugno, Angela Merkel è intervenuta alla Conferenza annuale del Consiglio per lo sviluppo sostenibile a Berlino frenando sugli Eurobond che etichetta come "economicamente sbagliati e controproducenti".

Nello specifico, la Cancelliera ha espresso il timore che si parli troppo a Bruxelles di idee riguardanti le garanzie collegiali e che si trascurino tematiche come il controllo strutturale della politica di bilancio nell'Eurozona, che sappiamo essere fondamentali per la Germania. Una presa di posizione ha creato caos sui mercati.

Ricordiamo i pilastri della riforma economica a cui da settimane stanno lavorando i leader di Germania, Francia, Italia, Spagna, insieme alle principali istituzioni dell'Unione, in vista del vertice europeo del 28 giugno.

Primo: più controllo sui bilanci nazionali. Per realizzarlo occorre una "Fiskalunion", un'unione delle politiche di bilancio, premessa indispensabile perché la Germania dica sì agli eurobond e quindi alla condivisione dei rischi del debito a livello europeo.

Secondo: vigilanza a livello europeo sulle banche. Urge organizzare un sistema europeo di controllo e monitoraggio delle banche che preveda imposte sulle transazioni.

Terzo: politica finanziaria, fiscale, estera e di difesa comune. Per ottenerlo occorre rafforzare i poteri dell'Europarlamento rispetto alle sovranità nazionali degli stati membri.

Quarto: riforme dei sistemi sociali per armonizzare welfare, contributi e previdenza. Perché si realizzi è necessaria un'effettiva integrazione del Mercato unico europeo attraverso misure per aumentare la competitività delle singole economie.

venerdì 15 giugno 2012

ESODATI: IL MINISTRO ELSA FORNERO SI SCAGLIA CONTRO I MASSIMI ESPONENTI DELL'INPS.

I dati comunicati dall'Inps sul numero reale degli esodati, i lavoratori prepensionati che non percepiscono uno stipendio e neanche un assegno previdenziale, a causa della riforma delle pensioni che ha alzato l'età per il ritiro, hanno scatenato l'ira del ministro Elsa Fornero.

Il problema è che per l'Inps sarebbero 400mila gli esodati che rischiano di restare senza stipendio e senza pensione, mentre da decreto - ndr Pensioni - sarebbero 65mila lavoratori, gli unici cioè che potranno eccezionalmente andare in pensione secondo le vecchie regole.

Alla ministra non è piaciuto che siano stati diffusi questi dati, un'azione che metterebbe a serio rischio il Governo. Sembrerebbe, però, che la sua ira non sia arrivata al punto da chiedere la testa di vertici dell'Istituto, come lei stessa ha confermato in occasione dell'assemblea di Confartigianato:

"Se fossimo in un settore privato questo sarebbe un motivo per riconsiderare i vertici. Siamo in un settore pubblico, ci sono le leggi e c'è il parlamento e tutte queste procedure vanno rispettate".

Ha poi precisato di non aver mai voluto dire che i numeri non debbano essere dati, ma che sono parziali e non interpretati:

"Dare numeri così, su questioni che interessano molti italiani, è molto improprio e, vorrei dire, deresponsabilizzante".

Ha poi ribadito "l'intenzione seria del governo a un problema che c'è, ma la cui dimensione esatta non è contenuta in quei numeri; questo perché, ad esempio, più di 60mila di quelle persone sono già in pensione o ci andranno quest'anno".

Dura la reazione del mondo della politica, da Di Pietro che ha commentato:

"È deprecabile che un ministro in carica dia dei numeri diversi da quelli forniti dall'Inps, che è l'ente di riferimento. Ed è inammissibile che Fornero continui a giocare allo scaricabarile senza rendersi conto delle

domenica 13 maggio 2012

RENZO BOSSI, IL TROTA E I SUOI 29 ESAMI.

La Laurea di Renzo Bossi c’è, esiste ed è stata regolarmente conseguita in un’università privata, la ‘Kristal” di Tirana. Come, come? non ci credete? Ed eccoli qui. I 29 esami sostenuti da Renzuccio nostro.

Storia della Cassoeula. Lo studente si è disimpegnato molto bene in una tesina sul tipico piatto della cucina milanese. Peccato che il voto gli sia stato abbassato per un grave errore di tipo storico. Renzuccio era convinto che ad inventarlo fosse stato Gianfranco Miglio. 26

Economia della tasca propria. Strepitosa performance. Ha illustrato in maniera precisa come fare: un pieno di diesel, dello shopping selvaggio, entrare in disco, essere il numero uno della champagneria, rimorchiare. Il tutto senza tirare fuori  un euro (di tasca propria).30

Storia del pensiero padano – terùn; negher; föra da i ball; colerosi terremotati che col sapone non vi siete mai lavati. 30.

Riempire l’ampolla con l’acqua del Po 1. Ha riempito un ampolla senza problemi. 30

Riempire l’ampolla con l’acqua del Po 2. Prima e unica bocciatura per il figlio dello storico leader leghista. Che però al secondo tentativo ha capito in quale direzione scorresse il Po, conducendo l’ampolla, riempita con l’acqua raccolta ai piedi del Monviso, sino a Venezia. 18.

Diritto Costituzione. “Eh?” 18.

Diritto Penale. 30 e lode.

Metodologia e tecnica xenofoba – Ovvero tutti i discorsi di Borghezio a memoria.  30 e lode

Economia e gestione del finanziamento pubblico – Il nostro non aveva molto studiato. Ma se l’è cavata davanti alla severissima commissione intonando il celebre coro da stadio “Tutta la notte coca e mignotte ohòhòhòhò” 22.

Odiare Terroni  1 – Prova teorica superata alla grande grazie ad una gamma di offese e cori niente male. Da segnalre “Vesuvio lavali col fuoco”, “Taranto puzza di Pesce”, “Palermo Merda”, “Chi non salta è de La Bari”.30

Odiare  Terroni 2 (prova pratica) – Imbarazzo per il povero Renzo che, per superare questa ardua prova, si è dovuto recare all’interno del mercato di Ballarò all’ora di punta e urlare “tel chi el terùn“ . Peccato che ambulanti e clienti non abbiano capito cosa dicesse. E’ finita con Bossi jr a sgranocchiare Sfincione. 18.

Filosofia padana – Preparazione eccezionale sui grandi personaggi che hanno ispirato gli ideologi leghisti. Winnie The Pooh, Braccio di Ferro e Minnie. 27

Fantasia – Qui Bossi jr ha saltato l’ostacolo grazie ad una interessante tesina su Alberto da Giussano. 30

Storia dell’arte del Cazzeggio – Dal Subbuteo degli anni ’80 a Facebook passando per i videogiochi arcade. Commissione stupefatta.  30

Ittica – Non per niente è un trota, eh. 30 e lode.

venerdì 11 maggio 2012

LA SANTACHE', ALLE PROSSIME ELEZIONI POTREBBE CANDIDARSI COME PREMIERE.

Una candidatura personale tutt'altro che estemporanea ma basata su fatti e constatazioni pratiche quella lanciata dalla deputata del Pdl Daniela Santanchè sul futuro candidato del Pdl alle prossime elezioni  politiche. Certo Santanchè nel corso dell'intervista, al Corriere della Sera ci tiene a precisare che il candidato ideale sarebbe ancora l'ex Premier Silvio Berlusconi ma in caso di ricorso alle primarie interne al partito la sua candidatura è cosa scontata.

 I rapporti all'interno del Pdl non sono dei migliori soprattutto dopo l'ennesima sconfitta elettorale nelle elezioni amministrative appena concluse e a farne le spese il segretario nazionale Angelino Alfano. Anche Daniela Santanchè ribadisce ancora una volta l'ottimo lavoro di Alfano come leader del partito, ma non lo vede come possibile candidato Premier alle prossime elezioni nel 2013. L'unica possibilità per il segretario è quella che a metterlo alla testa del Pdl alle politiche sia lo stesso Presidente e padre del partito, mettendoci direttamente la faccia al suo fianco.

mercoledì 2 maggio 2012

GOVERNO MONTI: UN GOVERNO TECNICO CHE CHIEDE ALLA POPOLAZIONE DI FARE IL SUO LAVORO. "ESPRIMI LA TUA OPINIONE SUL SITO E SEGNALA SPRECHI E TAGLI".

"Esprimi la tua opinione", firmato il Governo italiano. Il modulo è sul sito dell'esecutivo ed è a disposizione di tutti. Si possono segnalare sprechi e spese futili, sulla scia del decreto legge Spending Review. Il documento prevede un risparmio di 4,2 miliardi nel 2012 per evitare l'aumento di due punti dell'Iva, così come previsto per gli ultimi tre mesi dell'anno. Da Palazzo Chigi spiegano: "A medio termine la spesa rivedibile è pari a 295 miliardi di euro, a breve è molto inferiore, 80 miliardi". Lo Spending review prevede numerosi tagli. Vediamo i principali.

L'eliminazione di spese di rappresentanza e spese per convegni, ridimensionamento delle strutture dirigenziali esistenti, riduzione anche mediante accorpamento degli enti strumentali e vigilati e delle società pubbliche.

La direttiva, di quattro pagine, indica anche le 11 attività per la revisione della spesa, tra cui cui la ricognizione degli immobili in uso, la riduzione della spesa per contratti di affitto, la definizione di precise connessioni tra superficie occupata e numero degli occupanti. E ancora: l'ottimizzazione dell'utilizzo degli immobili di proprietà pubblica anche attraverso accorpamenti di uffici e amministrazioni e la restituzione all'agenzia del demanio degli immobili di proprietà pubblica eccedenti i fabbisogni.

Infine: la proposizione di impugnazioni di sentenze di primo grado che riconoscano miglioramenti economici o progressioni di carriera per dipendenti pubblici, onde evitare che le stesse passino in giudicato. Le proposte dovranno arrivare entro il 31 maggio.

I primi provvedimenti arriveranno entro 15 giorni. Enrico Biondi, il risanatore dei Conti Parmalat, dovrà presentare il piano di sua competenza per i tagli: 2,1 miliardi di euro circa. Il segretario della Cgil, Susanna Camusso, ha criticato la scelta del governo di affidare uno spazio di denuncia ai cittadini: "Abbiamo un governo di tecnici, che nomina dei tecnici, e poi chiede alla popolazione di fare il lavoro che dovrebbero fare i tecnici che hanno nominato i tecnici. Mi pare assurdo". Il segretario del Pdl, Angelino Alfano, ha invece replicato al premier Mario Monti che aveva criticato la scelta di abolire l'Ici sulla prima casa: "Se ci svegliassimo domani, lo rifaremmo. Abbiamo già ottenuto che l'Imu si paghi ratealmente, ora cercheremo di farla diventare una tassa una tantum".

martedì 1 maggio 2012

AUMENTO IVA NEL 2012. L'IMPEGNO DEL GOVERNO PER EVITARE IL RINCARO.

Il governo è al lavoro per studiare un piano alternativo al secondo aumento dell'Iva previsto per fine anno.

Si stanno studiando nuovi tagli volti a compensare l'introito previsto dall'ulteriore rincaro dell'aliquota. I settori interessati sarebbero: scuola, ministeri, carabinieri, tribunali e prefetture. Questo è quanto emerge dal rapporto "Elementi per una revisione della spesa pubblica" sulla spending review che domani lunedì 30 aprile sarà presentato dal ministro Piero Giarda.

Ecco le voci principali:

Riduzione delle Prefetture: Attualmente sono una per provincia per un totale di 103. L'obiettivo è quello di lasciarne una ogni 350 mila abitanti.

Scuola: Non dovrebbero essere toccati gli stipendi che occupano il 90% della spesa. Si agirà quindi su beni e servizi andando a risparmiare il 15 per cento.

Tribunali. Potrebbero essere attuati tagli anche ai giudici di pace e ai piccoli tribunali con un recupero di 5.900 amministrativi e 950 toghe. Aumenteranno invece i posti detentivi e si punterà a una razionalizzazione della sorveglianza.

Previste riduzioni anche nell'esercito nonostante sia un argomento molto delicato su cui ancora sta lavorando il Governo.

IL PATTO SEGRETO TRA MONTI E MERKEL CHE RISANERA' LA CRISI EUROPEA E SALVERA' L'EURO.

Con Berlusconi fuori dai giochi e la poltrona di Sarkozy vacillante, Monti si avvicina sempre di più alla Germania di Angela Merkel (Foto Infophoto) con cui pare sia in atto un patto segreto.

Obiettivo dell'asse italo-tedesco: la sincronizzazione dei processi di ratifica del Fiscal Compact e del Fondo Salva Stati (Esm) nel parlamenti di Roma e Berlino.

Si tratta di un nuovo patto per la crescita, un "Growth Compact" che segue il contestato "Fiscal Compact", come suggerisce Repubblica che spiega:

Nel progetto una delegazione di deputati tedeschi dovrebbe seguire i lavori di ratifica italiani, mentre analoga missione di onorevoli e senatori - in qualità di "osservatori" - sarà inviata al Bundestag. Allo stesso modo il ministro Schaeuble verrà in audizione davanti alla commissione esteri del Senato. E Moavero o Grilli prenderanno lo stesso giorno il biglietto per Berlino. Così via, passo dopo passo. Sempre insieme. Fino alla prevista ratifica "prima dell'estate", possibilmente in tempo per arrivare al Consiglio europeo di fine giugno con i "compiti a casa" svolti per bene.

Ma - prosegue Repubblica - non si tratta solo di un'operazione di immagine perché Il governo italiano punta infatti a una forte "sincronizzazione politica" fra le due capitali. Alla ricerca di un "idem sentire" che orienti la Germania verso gli eurobond e la Golden rule, ovvero la possibilità di prevedere un trattamento di favore per gli investimenti (fino a scorporarli del tutto) nel conteggio del deficit.

Queste mosse dovrebbero portare una boccata di ossigeno all'Europa ormai sopraffatta dalla crisi.

domenica 29 aprile 2012

IMU 2012: QUANDO SI PAGA, SCADENZA RATE E CASI PARTICOLARI.

Ritorniamo a parlare di Imu, la nuova tassa sulle proprieta' immobiliari introdotta dal governo Monti.

L'imposta si pagherà in tre rate con i due terzi dell'importo da versare entro settembre.

Ognuna delle tre rate (16 giugno, 16 settembre, 16 dicembre) sarà pari a un terzo dell'imposta, calcolata applicando l'aliquota base, pari allo 0,4 per mille.

La terza rata è a saldo dell'imposta complessivamente dovuta per l'intero anno con conguaglio sulle precedenti rate; i comuni potranno aumentare o diminuire l'aliquota base dello 0,2 per cento.

Attenti, però, ai casi particolari che ci illustra Roberto Bosio su Conti in Tasca:

1) In presenza di più residenze familiari per lo stesso nucleo, solo una verrà considerata abitazione principale - e quindi solo quella potrà godere delle detrazioni relative e della minore aliquota;

2) per le case a canone concordato ci sarà la possibilità di ridurre l'aliquota Imu 2012 al 4 per mille - anche se il valore di riferimento resterà quello del 7,6 per mille;

3) l'unità non locata in possesso di anziano o disabile ricoverato in una struttura pagherà la stessa aliquota prevista per l'abitazione principale;

4) Gli immobili dati in comodato gratuito ricadono nella disciplina ordinaria. Su di loro quindi bisognerebbe applicare l'aliquota del 7,6 per mille, e non godono di detrazioni;

5) per gli edifici storici si prevede che le agevolazioni esistenti vengano azzerate e si prevede che in caso di locazione il 35% non sia tassato;

6) la nuova tassa potrà essere pagata con l'F24 ma anche con i bollettini postali.