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domenica 13 maggio 2012

RENZO BOSSI, IL TROTA E I SUOI 29 ESAMI.

La Laurea di Renzo Bossi c’è, esiste ed è stata regolarmente conseguita in un’università privata, la ‘Kristal” di Tirana. Come, come? non ci credete? Ed eccoli qui. I 29 esami sostenuti da Renzuccio nostro.

Storia della Cassoeula. Lo studente si è disimpegnato molto bene in una tesina sul tipico piatto della cucina milanese. Peccato che il voto gli sia stato abbassato per un grave errore di tipo storico. Renzuccio era convinto che ad inventarlo fosse stato Gianfranco Miglio. 26

Economia della tasca propria. Strepitosa performance. Ha illustrato in maniera precisa come fare: un pieno di diesel, dello shopping selvaggio, entrare in disco, essere il numero uno della champagneria, rimorchiare. Il tutto senza tirare fuori  un euro (di tasca propria).30

Storia del pensiero padano – terùn; negher; föra da i ball; colerosi terremotati che col sapone non vi siete mai lavati. 30.

Riempire l’ampolla con l’acqua del Po 1. Ha riempito un ampolla senza problemi. 30

Riempire l’ampolla con l’acqua del Po 2. Prima e unica bocciatura per il figlio dello storico leader leghista. Che però al secondo tentativo ha capito in quale direzione scorresse il Po, conducendo l’ampolla, riempita con l’acqua raccolta ai piedi del Monviso, sino a Venezia. 18.

Diritto Costituzione. “Eh?” 18.

Diritto Penale. 30 e lode.

Metodologia e tecnica xenofoba – Ovvero tutti i discorsi di Borghezio a memoria.  30 e lode

Economia e gestione del finanziamento pubblico – Il nostro non aveva molto studiato. Ma se l’è cavata davanti alla severissima commissione intonando il celebre coro da stadio “Tutta la notte coca e mignotte ohòhòhòhò” 22.

Odiare Terroni  1 – Prova teorica superata alla grande grazie ad una gamma di offese e cori niente male. Da segnalre “Vesuvio lavali col fuoco”, “Taranto puzza di Pesce”, “Palermo Merda”, “Chi non salta è de La Bari”.30

Odiare  Terroni 2 (prova pratica) – Imbarazzo per il povero Renzo che, per superare questa ardua prova, si è dovuto recare all’interno del mercato di Ballarò all’ora di punta e urlare “tel chi el terùn“ . Peccato che ambulanti e clienti non abbiano capito cosa dicesse. E’ finita con Bossi jr a sgranocchiare Sfincione. 18.

Filosofia padana – Preparazione eccezionale sui grandi personaggi che hanno ispirato gli ideologi leghisti. Winnie The Pooh, Braccio di Ferro e Minnie. 27

Fantasia – Qui Bossi jr ha saltato l’ostacolo grazie ad una interessante tesina su Alberto da Giussano. 30

Storia dell’arte del Cazzeggio – Dal Subbuteo degli anni ’80 a Facebook passando per i videogiochi arcade. Commissione stupefatta.  30

Ittica – Non per niente è un trota, eh. 30 e lode.

mercoledì 11 aprile 2012

CASO BOSSI: MARONI SI RECA IN PROCURA A MILANO E DICE: "BOSSI E' STATO RAGGIRATO".

L'ex ministro dell'Interno Roberto Maroni è andato in procura a Milano per incontrare i pm che indagano sui fondi della Lega. Maroni ha illustrato ai magistrati i passi compiuti dal partito per fare chiarezza al proprio interno. Prima di lui si è recato in Procura anche anche Attilio Fontana, sindaco di Varese, mentre all'incontro è atteso anche Stefano Stefani, nuovo tesoriere del Carroccio.
"Non vogliamo nascondere nulla. Siamo qui per garantire una collaborazione piena e leale per l'accertamento della verità", ha detto Maroni, spiegando di aver chiesto lui l'incontro ai pm. L'ex ministro dell'Interno in relazione all'inchiesta sui fondi della Lega ha dato la disponibilità "a fornire" la documentazione che eventualmente verrà richiesta dalla magistratura.

La sensazione "è che qualcuno abbia approfittato della buonafede di Umberto Bossi per favorire se stesso o altre persone", ha sottolineato poi riguardo alla vicenda delle distrazioni dei fondi del Carroccio. "Siamo pronti a essere parte civile, come Lega Nord, in un eventuale processo".

"Per i partiti autofinanziamento o 5 per mille"
"Penso che sul finanziamento ai partiti si debba procedere come si fa con le associazioni di volontariato e cioé con l'autofinanziamento o il 5 per mille", ha detto Roberto Maroni al termine dell'incontro con i magistrati. Senza rispondere a chi gli ha chiesto se il partito fosse pronto a restituire i 18 milioni dell'ultimo rimborso elettorale, che per l'accusa sarebbe stato versato a fronte di un rendiconto falsificato, l'ex ministro ha parlato di come a suo parere si dovrebbe procedere per il finanziamento ai partiti. Poi ha aggiunto che è anche "giusto garantire ai gruppi parlamentari e ai gruppi che sono nelle istituzioni le risorse necessarie affinché svolgano bene il loro lavoro".

"Una società verificherà i conti"
La Lega Nord ha dato incarico alla società di revisione PriceWaterHouse di "effettuare una verifica patrimoniale della situazione finanziaria" dei conti del partito, ha annunciato l'ex ministro dell'Interno.

"Per noi codice etico è come legge"
Per la Lega "il codice etico è importante come il rispetto delle leggi", ha sottolineato Maroni parlando coi cronisti dopo il colloquio coi pm milanesi. "Ci sono una serie di situazioni non bellissime", ha detto. "Il versante giudiziario ci interessa poco, noi siamo diversi. Per noi questa indagine ha svelato la violazione del codice etico, che è altrettanto importante che il rispetto delle leggi".

Bossi: "Bene Maroni dai pm"
"Hanno fatto bene ad andare con Maroni per fare disponibilità ai chiarimenti, assieme al nuovo tesoriere". Così Umberto Bossi, in un colloquio con il direttore de La Padania Stefania Piazzo che sarà pubblicato domani, commenta la "visita" in procura di Roberto Maroni. "Non dimentichiamoci - aggiunge - che i tempi della politica non li decide la magistratura".

venerdì 6 aprile 2012

CASO BOSSI: "IL SENATUR", CON I NOSTRI SOLDI, SI FACEVA BELLO CON I SUOI FIGLI. . . NON E' GIUSTO . . . !!!

Questa e' stata davvero la goccia che ha fatto traboccare . . . l'Italia . . . , come si fa ad essere cosi' ingordi ? 

Nelle casse della Lega Nord sono entrati anche soldi "in nero". Lo ha detto la segretaria amministrativa del Carroccio, Nadia Dagrada, ai pm di Milano e di Napoli. "Mi si chiede se siano entrati nelle casse della Lega Nord soldi in contante 'in nero'. Sì - ha detto Dagrada -, mi ricordo che, alcuni anni fa, l'ex amministratore della Lega Nord, Balocchi, portò in cassa 20 milioni di lire in contante dopo essersi recato nell'ufficio di Bossi".
La segretaria: "Avvisai Bossi"
"Io stessa avevo avvisato Bossi delle irregolarità" commesse da Belsito. E' quanto ha detto ai pm di Milano e Napoli Daniela Cantamessa, segretaria particolare del leader della Lega dal 2005. Nell'interrogatorio di due giorni fa la donna sottolinea anche di aver detto a Bossi che Rosy Mauro "era un pericolo".

Dagrada: "Situazione precipitata dopo la malattia di Bossi"
"La situazione è precipitata dopo la malattia del segretario federale Umberto Bossi" ha spiegato ai pm la Dagrada nell'interrogatorio del 3 aprile. "Dopo il 2003 - ha detto la segretaria amministrativa della Lega - c'è stato "l'inizio della fine": si è cominciato con il primo errore, consistito nel fare un contratto di consulenza a Bruxelles a Riccardo Bossi, se non ricordo male da parte dell'onorevole Speroni. Dopodiché si sono cominciate a pagare, sempre con i soldi provenienti dal finanziamento pubblico, una serie di spese personali a vantaggio di Riccardo Bossi e degli altri familiari".

Dagrada: "Spese della famiglia Bossi pagate con i soldi della Lega"
"In particolare - ha raccontato la Dagrada ai pm - con i soldi della Lega venivano pagati i conti personali di Riccardo Bossi, per migliaia di euro, e degli altri familiari, come per esempio i conti dei medici sia per le cure dell'onorevole Bossi sia dei suoi figli. A tal riguardo mi risulta che Belsito paghi con i soldi della Lega tali conti".

Dagrada: "Belsito registrò la telefonata con Bossi su spese"
Nell'interrogatorio con i pm di Napoli e Milano, la Dagrada ha affermato di aver appreso dall'ex tesoriere, Francesco Belsito, che questi aveva registrato un colloquio con Umberto Bossi nel quale gli aveva "ricordato" tutte le spese sostenute nell'interesse personale della famiglia del Senatur con i soldi del finanziamento pubblico. "Non so - ha dichiarato Dagrada - se Belsito abbia effettuato veramente tale registrazione. Mi disse però di voler utilizzare tale registrazione come strumento di pressione dal momento che volevano farlo fuori".

Dagli atti la guerra fra Belsito e Castelli
Dagli atti dell'inchiesta emerge la guerra in corso fra Belsito e l'ex ministro Roberto Castelli. Castelli, nominato a gennaio componente del comitato amministrativo che doveva revisionare i conti del Carroccio, chiede a Belsito il dettaglio dei bilanci e quest'ultimo si lamenta, anche del fatto che i Bossi non lo difendano. "Sono offeso - dice Belsito alla Dagrada, dirigente amministrativa della Lega, in una telefonata intercettata - e non porto più neanche la focaccia, m'hanno addossato come quello che porta la focaccia per conquistare il capo". La Dagrada, risponde ridendo: "E tu digli che gli porti anche il fornelletto per scaldare la focaccia, ma quando ci sarà la testa di Castelli".