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lunedì 25 giugno 2012

BANCA BARCLAYS, BLOCCA LE CARTE DI CREDITO AI TERREMOTATI.

Istitituto di credito inglese Barclays blocca le carte di credito di chi abita nelle aree colpite dal sisma. Infuria la polemica
E' polemica per la decisione presa dall'Istitituto di credito Barclays di bloccare le carte di credito delle zone terremotate.Alessandro Osti, direttore di Confesercenti Ferrara, città colpita dal terremoto emiliano, racconta a Repubblica di aver chiamato il numero verde della banca e, di fronte alla richiesta di chiarimenti per un pagamento negato, di essersi sentito rispondere:
"Sa, lei avrebbe potuto aver perso la casa o il lavoro e non essere più in grado di pagare gli acquisti che fa".

Barclays avrebbe bloccato le carte di chi abita in queste zone, perché la gente non accumuli debiti che non è in grado di ripagare.
Ma dall'istituto di credito inglese fanno sapere sì di aver bloccato le carte di credito dei clienti che vivono nelle zone colpite dal sisma, ma solo accidentalmente:
"Ci siamo accorti di aver generato un errore di procedura. Ci dispiace molto aver arrecato ulteriore disagio. Faremo il possibile per stare vicini ai nostri clienti in questo difficile momento".
In una nota stampa la Barclays spiega di aver sospeso tutte le attività di recupero crediti e precisa:

"Abbiamo provveduto a bloccare le attività di recupero crediti su tutti i clienti residenti nei comuni colpiti e possessori di carte. Questo per non generare ulteriori difficoltà e preoccupazioni ai clienti già in posizione di sofferenza prima del sisma"

sabato 9 giugno 2012

TERREMOTO EMILIA: COME AIUTARE I TERREMOTATI FACENDO LA SPESA.


Facendo la spesa è possibile aiutare le popolazioni colpite dal terremoto. Ti spieghiamo come e dove nel post
L'economia delle zone colpite dal terremoto è al collasso. Ecco perché l'acquisto di prodotti agricoli ed alimentari, dalle verdure ai fiori, dal grana al parmigiano, provenienti dai territori colpiti dal sisma è un'azione che può decisamente fare del bene.

E' possibile acquistare i prodotti provenienti dalle zone colpite dal sisma direttamente dagli agricoltori di Campagna Amica, durante il weekend, dal centro Milano in piazza San Carlo a Modena in via Vignolese 82/86, ma anche in tutte le province della Lombardia e a Ferrara, Piacenza e Cesena.

L'iniziativa è opera degli agricoltori della Coldiretti che fa sapere come ad esempio con ben 13 magazzini di stagionatura lesionati, acquistare Grana Padano e Parmigiano Reggiano significa ad esempio liberare spazio per la nuova produzione ottenuta dal latte raccolto nelle stalle dove la mungitura non può essere fermata.

Il bilancio provvisorio della Coldiretti è di settemila aziende agricole colpite, delle quali circa duemila gravemente danneggiate, distrutte o da ricostruire per adeguarle alle nuove norme antisimiche, con danni per 705 milioni di euro, dei quali circa 400 milioni provocati alle strutture agricole (fienili, stalle, magazzini), 70 milioni necessari per garantire la sicurezza al territorio riportando alla normalità gli impianti idrovori, irrigui, di scolo e di irrigazione fortemente lesionati.

Con una stima di 150 milioni di euro di danni il sistema del Parmigiano Reggiano è in cima alla triste classifica dei prodotti più danneggiati dal sisma seguito da vicino dal Grana Padano che accusa un colpo da 70 milioni di euro e dall'aceto balsamico che conta perdite per 15 milioni di euro.

Sono a rischio 8mila posti di lavoro nell'agroalimentare a causa della perdita di occupazione tra i titolari di imprese agricole che in alcuni casi sono stati costretti a vendere le proprie mucche a causa dei danni provocati alle stalle, ma anche il lavoro dei dipendenti impegnati nelle campagne per le attività di mungitura e raccolta nei terreni coltivati che sono a secco proprio nel momento in cui c'è più bisogno dell'acqua per l'ingrossamento dei frutti, a causa dei danni agli impianti idraulici e frane in alcuni alvei che pregiudicano il regolare deflusso delle acque.

Attraverso le botteghe ed i mercati di Campagna Amica sono in vendita i prodotti provenienti dai terreni colpiti dal sisma come frutta, verdura e fiori, oltre a Parmigiano Reggiano e 15mila spicchi di Grana Padano. Da Milano in Piazza San Carlo accanto al Duomo con il Grana Padano della solidarietà fino ad esempio a Modena in via Vignolese 82/86 con le primizie di stagione come  meloni e  cocomeri ma anche, direttamente dai vivaisti danneggiati, i fiori di una azienda floricola lesionata, situata all'interno della zona rossa di Medolla, oltre naturalmente al Parmigiano Reggiano. L'iniziativa di questo fine settimana che coinvolge oltre 20 punti vendita in Lombardia ed Emilia Romagna si estenderà in tutta Italia a partire dalla prossima settimana con l'elenco delle botteghe e dei mercati di Campagna Amica che sarà pubblicato attraverso un apposito link sul sito della Coldiretti.

Ecco l'elenco completo delle iniziative nel fine settimana:

La vendita Parmigiano Reggiano "terremotato" sarà a Modena nel Punto di Campagna Amica di via Vignolese 82/86 sabato 9.00-13.30 e 16.00-20.00 dove dalle zone terremotate arrivano anche le primizie di stagione: meloni, cocomeri, zucchine, peperoni, carote e insalata di aziende dei comuni di San Prospero, Mirandola, San Felice sul Panaro.

In vendita anche i fiori di un vivaio colpito dal terremoto e ricompreso all'interno della zona rossa di Medolla.

Il Parmigiano Reggiano sarà in vendita a Piacenza nella Bottega di campagna amica in via Colombo 35, sabato 9 giugno dalle 9.00 alle 13.30 dalle 16.30 alle 19.30; a Ferrara nei Punti di Campagna Amica di via Canapa 72 sabato ore 8,30-19,30 e di via Garibaldi sabato dalle 8,30 alle 19,30 e domenica dalle 8,30 alle 13.00; a Cesena nella Bottega di Campagna Amica di via Santa Rita da Cascia, 119 sabato ore 8,30 12,30. In Lombardia il Parmigiano Reggiano può essere acquistato a Mantova a lungolago Gonzaga prezzo l'Antica Fiera dei Mangiari sabato e domenica dalle 10:00.

Il Grana padano invece si può acquistare a Bergamo domenica presso il Mercato di Campagna Amica del Parco della Trucca dalle 10.00 e lunedì presso la Ster di via XX Settembre 18/a dalle 9:30; a Brescia al mercato di Campagna Amica di via San Zeno, 69 sabato dalle 8:00; a Lomazzo (Como) e a Mariano Comense nei mercati di Campagna Amica di via Somaini e Parco di Porta Spinola sabato dalle 8:30; a Crema (Cremona) presso la sede della Coldiretti in via Macello 34 domenica dalle 8:00; a Milano in piazza San Carlo vicino  piazza Duomo sabato dalle 9:00, in via Privata Cuccagna, 2 presso la Cascina Cuccagna domenica dalle 10:00 e in via  Van Gogh, 10 presso la Cascina Molino San Gregorio sabato dalle 14:30. In provincia di Milano ci sono ancora i punti vendita di Bollate (Cortile del Municipio in piazza Aldo Moro) domenica dalle 9:00, di Rho (in piazza Visconti di fronte al Municipio) domenica dalle 9:00 e di Abbiategrasso (presso l'Istituto Geriatrico "Camillo Golgi" in Cortile del Pozzo) lunedì dalle 8:00; a Pavia nel mercato di Campagna Amica in piazza del Carmine domenica dalle 9:00; a Tirano (Sondrio) nel mercato di Campagna Amica in piazza Unità d'Italia sabato dalle 8:00; e a Varese in piazza Podestà, piazza Garibaldino e corso Matteotti domenica dalle 8:30.

mercoledì 6 giugno 2012

TERREMOTO EMILIA: OPERAI COSTRETTI A FIRMARE LIBERATORIE INDIVIDUALI, PER DANNI PROVOCATI DAL TERREMOTO.


Imprenditori senza scrupoli fanno firmare ai lavoratori liberatorie individuali che svincolano le aziende da responsabilità civili e penali nel caso di danni provocati dal terremoto. Nel post ti spiego di cosa si tratta.

Sono molte le aziende ferme, distrutte o comunque impossibilitate ad aprire le porte degli stabilimenti per far ripartire l'attività, nell'Emilia devastata dal sisma, dove, però, ci sono anche imprenditori senza scrupoli che mettono a rischio l'incolumità dei propri dipendenti.

Alcune imprese stanno cercando di aggirare l'ordinanza del dipartimento della protezione civile, facendo firmare ai lavoratori liberatorie individuali che svincolano le aziende da qualsiasi responsabilità civile e penale nel caso di danni provocati dal terremoto.

A denunciare il fatto, è Antonio Mattioli della Cgil Emilia Romagna, che commenta: "Al peggio non c'è mai fine".

E spiega:

"Stiamo ricevendo segnalazioni su alcune aziende che cercano di baipassare l'ordinanza del dipartimento della protezione civile, facendo firmare ai lavoratori liberatorie individuali sulla responsabilità civile e penale nel caso di danni provocati dal terremoto. non ci sono aggettivi per giudicare un atteggiamento del genere se non quelli della irresponsabilità e dell'indecenza".

Anche la Confindustria, tramite Giorgio Squinzi, ha bocciato l'iniziativa di questi imprenditori senza scrupoli ma ammette:

"La prima considerazione deve essere la sicurezza. Certamente io ho sempre detto che bisogna ripartire subito, ma in sicurezza".

lunedì 4 giugno 2012

ECCO CHE FINE FANNO I 2 EURO CHE DONIAMO CON GLI SMS PER I TERREMOTATI

Faccio il 45500 e i miei due euro finiscono nel fondo costituito ad hoc dalla Protezione Civile per il terremoto in Emilia. Ma poi, con questi soldi, che ci fanno? Nel 2009, per il sisma di L'Aquila, si raccolsero in tutto cinque milioni di euro che furono consegnati a Etimos, un consorzio finanziario internazionale che si occupa di microcredito in giro per il mondo. In pratica, vengono concessi prestiti a tassi agevolati a popolazioni colpite da terremoti.

Questi soldi, tra l'altro, sono stati utilizzati due anni dopo il sisma, nel 2011. Quindi, ciò che si dona non viene utilizzato - come si crede - per l'immediata emergenza o per regalare qualcosa a chi resta senza casa o lavoro.

Qualcuno, a questo punto, potrebbe concludere che è meglio concedere aiuti materiali (come acquistare dalle imprese danneggiate), ma in realtà anche il denaro alla fine verrà utilizzato per chi subisce gravi perdite. Solo che non viene regalato, ma prestato. E probabilmente la stessa cosa accadrà per il post-terremoto delle province di Modena e di Ferrara.

Non è comunque possibile dare una risposta oggi sulla destinazione del denaro raccolto tramite il 45500. L'unica cosa certa è che è la Protezione civile a deciderlo.

sabato 2 giugno 2012

TERREMOTO: DIAMO UNA MANO ANCHE NOI ACQUISTANDO IL PARMIGIANO DANNEGGIATO.

Arci Modena e Filieracorta sono state sommerse di mail di richiesta di ordinazione di Parmigiano Reggiano dell'azienda colpita dal terremoto" fa sapere l'Arci locale.

Il Consorzio Parmigiano Reggiano, parlando a nome di tutte le aziende che producono il reggiano, fa sapere "Sulla nostra pagina Facebook abbiamo avuto in poche ore migliaia di condivisioni del nostro appello ad acquistare le forme danneggiate".

Qualcuno però fa sapere che: "Sì, quella di vendere il parmigiano danneggiato attraverso Internet e direttamente ai consumatori è un'idea come un'altra ma non è quella che ci salverà. Tanto per dire: quando a Natale le Coop fanno le vendite promozionali nei supermercati, in due mesi si smerciano non più di settemila forme. E vuole sapere quante ne abbiamo qui? 90 mila. La generosità degli italiani e della gente di queste parti è proverbiale ma non è vendendo al dettaglio che ci potremo risollevare". E ancora: "Delle nostre 90 mila forme, solo 15 mila non sono cadute. E ora dobbiamo controllare quali si possono salvare delle rimanenti 75 mila".

Il danno dei caseifici della zona finora è quantificato in 250 milioni di euro. Gli avvoltoi, fanno sapere dall'Emilia, si sono già mossi proponendo di acquistare le forme danneggiate a prezzi ridicoli: "Offrono 6 euro e 80 al chilo per la grande distribuzione di un formaggio che normalmente si vende a 12″.

Non resta che provare a essere tutti solidali. La possibilità c'è. E' sufficiente scrivere alla mail che la Coldiretti ha attivato proprio per rispondere alle richieste, terremoto@coldiretti.it, nella quale va specificato nome, cognome indirizzo telefono e quantità di prodotto a cui si è interessati.

mercoledì 23 maggio 2012

TERREMOTO EMILIA: SCAMPATO UN'ENORME DEPOSITO DI GAS SOTTERANEO A SAN FELICE SUL PANARO.

La terra non smette di tremare in Emilia, mentre scrivo, infatti anche oggi verso le 16 ero al pc ed un'altra piccola scossa ha rimosso un'altro pezzo del campanile a San. Felice sul Panaro. E intanto scopro una piccola notizia che ha del miracoloso: appena qualche settimana fa, la regione Emilia Romagna ha definitivamente detto di no ad un progetto che prevedeva un'area di stoccaggio di gas naturale proprio sotto San Felice sul Panaro, in zona Rivara. Esattamente nel punto sotto il quale si è verificato l'epicentro del terremoto.

E' incredibile leggere la profetica motivazione del "no" alla costruzione del deposito, come riportata da un assessore:

L'Emilia-Romagna e' tra le Regioni piu' attive nella sfida dell'energia: sono presenti 5 concessioni di stoccaggio (di cui 3 operative con una capacita' complessiva di 4,976 miliardi di metri cubi, circa il 32% del totale in Italia, e altre due che lo diventeranno entro il 2020) e siamo convintamente impegnati a raggiungere gli obiettivi di Europa 20-20-20, assunti nel Piano Energetico Regionale. Il progetto a Rivara non assicurava pero' la sicurezza necessaria, a partire dal rischio sismico elevato in quel territorio.

Qualcuno accusa la sindrome "Nimby" di voler dire sempre di no, ad ogni costo, e bloccare "la crescita del Paese". In questo caso, dire di no ha rappresentato la lungimiranza di chi sa che in un Paese sismico non è possibile accettare ogni rischio. Ricordiamocelo, quando si parlerà di fracking.

domenica 20 maggio 2012

TERREMOTO EMILIA ROMAGNA: UNA NUOVA SCOSSA RIPORTA LA GENTE IN STRADA.

Dopo la forte scossa di terremoto di stamane dove l'epicentro e' avvenuto in Emilia Romagna che ha procato danni e feriti, una nuova scossa di forte intensita' e' stata avvertita nella zona di Sant'Agostino, in provincia di Ferrara, dove e' crollata un'altra parte del Municipio. Il sisma durato diversi secondi e' stato avvertito anche a Bologna e Milano, sopratutto ai piani alti degli edifici. La gente che dopo la prima scossa di stamane intorno alle 4,15, e' uscita fuori, riparandosi in auto, allontanandosi dalle zone soggette a crollo, cosi' dopo diverse ore quando la situazione sembrava essersi un po' tranquillizzata, le persone son dovute di nuovo scendere in strada, impauriti dalla nuova scossa, gridando: "non c'e' la facciamo piu', abbiamo paura, aiutateci",  pero' tutto cio' fortunatamente senza danni.