mercoledì 11 aprile 2012

CASO BOSSI: MARONI SI RECA IN PROCURA A MILANO E DICE: "BOSSI E' STATO RAGGIRATO".

L'ex ministro dell'Interno Roberto Maroni è andato in procura a Milano per incontrare i pm che indagano sui fondi della Lega. Maroni ha illustrato ai magistrati i passi compiuti dal partito per fare chiarezza al proprio interno. Prima di lui si è recato in Procura anche anche Attilio Fontana, sindaco di Varese, mentre all'incontro è atteso anche Stefano Stefani, nuovo tesoriere del Carroccio.
"Non vogliamo nascondere nulla. Siamo qui per garantire una collaborazione piena e leale per l'accertamento della verità", ha detto Maroni, spiegando di aver chiesto lui l'incontro ai pm. L'ex ministro dell'Interno in relazione all'inchiesta sui fondi della Lega ha dato la disponibilità "a fornire" la documentazione che eventualmente verrà richiesta dalla magistratura.

La sensazione "è che qualcuno abbia approfittato della buonafede di Umberto Bossi per favorire se stesso o altre persone", ha sottolineato poi riguardo alla vicenda delle distrazioni dei fondi del Carroccio. "Siamo pronti a essere parte civile, come Lega Nord, in un eventuale processo".

"Per i partiti autofinanziamento o 5 per mille"
"Penso che sul finanziamento ai partiti si debba procedere come si fa con le associazioni di volontariato e cioé con l'autofinanziamento o il 5 per mille", ha detto Roberto Maroni al termine dell'incontro con i magistrati. Senza rispondere a chi gli ha chiesto se il partito fosse pronto a restituire i 18 milioni dell'ultimo rimborso elettorale, che per l'accusa sarebbe stato versato a fronte di un rendiconto falsificato, l'ex ministro ha parlato di come a suo parere si dovrebbe procedere per il finanziamento ai partiti. Poi ha aggiunto che è anche "giusto garantire ai gruppi parlamentari e ai gruppi che sono nelle istituzioni le risorse necessarie affinché svolgano bene il loro lavoro".

"Una società verificherà i conti"
La Lega Nord ha dato incarico alla società di revisione PriceWaterHouse di "effettuare una verifica patrimoniale della situazione finanziaria" dei conti del partito, ha annunciato l'ex ministro dell'Interno.

"Per noi codice etico è come legge"
Per la Lega "il codice etico è importante come il rispetto delle leggi", ha sottolineato Maroni parlando coi cronisti dopo il colloquio coi pm milanesi. "Ci sono una serie di situazioni non bellissime", ha detto. "Il versante giudiziario ci interessa poco, noi siamo diversi. Per noi questa indagine ha svelato la violazione del codice etico, che è altrettanto importante che il rispetto delle leggi".

Bossi: "Bene Maroni dai pm"
"Hanno fatto bene ad andare con Maroni per fare disponibilità ai chiarimenti, assieme al nuovo tesoriere". Così Umberto Bossi, in un colloquio con il direttore de La Padania Stefania Piazzo che sarà pubblicato domani, commenta la "visita" in procura di Roberto Maroni. "Non dimentichiamoci - aggiunge - che i tempi della politica non li decide la magistratura".

domenica 8 aprile 2012

CASO BOSSI: MARONI SCRIVE SUL SUO FACEBOOK, "PULIZIA, PULIZIA, PULIZIA" . . . E BOSSI REPLICA, LA STIAMO FACENDO.

 "Pulizia, pulizia, pulizia senza guardare in faccia a nessuno". Lo scrive Roberto Maroni su Facebook. "Rivoglio la Lega che conosco - aggiunge - quella dei militanti onesti che si fanno un culo così sul territorio senza chiedere nulla in cambio, se non la soddisfazione di sentirsi orgogliosi di essere leghisti. Un abbraccio a tutti i barbari sognanti" conclude. Secondo fonti della Lega, i primi a saltare potrebbero essere Rosi Mauro e Renzo Bossi.
La replica di Umberto Bossi non si è fatta attendere. "La pulizia è già in atto e c'è già chi la deve fare", ha detto il Senatur in un'intervista al quotidiano del Carroccio "La Padania". In prima pagina, il giornale della Lega titola: "Contro l'attacco che mira a dividere. Bossi: tutti uniti".

Intanto raccontano che il segretario provinciale di Brescia abbia già inoltrato la richiesta al Consiglio federale di espellere Renzo Bossi dal partito; un'altra richiesta - spiegano le stesse fonti - partirà dal segretario provinciale di Milano per chiedere l'esclusione di Rosi Mauro. Il terremoto che ha colpito il Carroccio non si arresta, nuove scosse sono previste nei prossimi giorni, sia sul piano giudiziario che su quello politico. Roberto Maroni e' stato chiaro nel lanciare dal suo profilo Facebook il grido di battaglia. "Non possiamo presentarci alle elezioni in questo stato", fanno sapere dal suo staff.

Il timore di Maroni, viene fatto osservare da un suo fedelissimo, è che ci sia qualcuno che possa passarla liscia, che ci possa essere il tentativo di "annacquare" le responsabilita' o di diluire i tempi dell'accertamento della verità.

venerdì 6 aprile 2012

CASO BOSSI: "IL SENATUR", CON I NOSTRI SOLDI, SI FACEVA BELLO CON I SUOI FIGLI. . . NON E' GIUSTO . . . !!!

Questa e' stata davvero la goccia che ha fatto traboccare . . . l'Italia . . . , come si fa ad essere cosi' ingordi ? 

Nelle casse della Lega Nord sono entrati anche soldi "in nero". Lo ha detto la segretaria amministrativa del Carroccio, Nadia Dagrada, ai pm di Milano e di Napoli. "Mi si chiede se siano entrati nelle casse della Lega Nord soldi in contante 'in nero'. Sì - ha detto Dagrada -, mi ricordo che, alcuni anni fa, l'ex amministratore della Lega Nord, Balocchi, portò in cassa 20 milioni di lire in contante dopo essersi recato nell'ufficio di Bossi".
La segretaria: "Avvisai Bossi"
"Io stessa avevo avvisato Bossi delle irregolarità" commesse da Belsito. E' quanto ha detto ai pm di Milano e Napoli Daniela Cantamessa, segretaria particolare del leader della Lega dal 2005. Nell'interrogatorio di due giorni fa la donna sottolinea anche di aver detto a Bossi che Rosy Mauro "era un pericolo".

Dagrada: "Situazione precipitata dopo la malattia di Bossi"
"La situazione è precipitata dopo la malattia del segretario federale Umberto Bossi" ha spiegato ai pm la Dagrada nell'interrogatorio del 3 aprile. "Dopo il 2003 - ha detto la segretaria amministrativa della Lega - c'è stato "l'inizio della fine": si è cominciato con il primo errore, consistito nel fare un contratto di consulenza a Bruxelles a Riccardo Bossi, se non ricordo male da parte dell'onorevole Speroni. Dopodiché si sono cominciate a pagare, sempre con i soldi provenienti dal finanziamento pubblico, una serie di spese personali a vantaggio di Riccardo Bossi e degli altri familiari".

Dagrada: "Spese della famiglia Bossi pagate con i soldi della Lega"
"In particolare - ha raccontato la Dagrada ai pm - con i soldi della Lega venivano pagati i conti personali di Riccardo Bossi, per migliaia di euro, e degli altri familiari, come per esempio i conti dei medici sia per le cure dell'onorevole Bossi sia dei suoi figli. A tal riguardo mi risulta che Belsito paghi con i soldi della Lega tali conti".

Dagrada: "Belsito registrò la telefonata con Bossi su spese"
Nell'interrogatorio con i pm di Napoli e Milano, la Dagrada ha affermato di aver appreso dall'ex tesoriere, Francesco Belsito, che questi aveva registrato un colloquio con Umberto Bossi nel quale gli aveva "ricordato" tutte le spese sostenute nell'interesse personale della famiglia del Senatur con i soldi del finanziamento pubblico. "Non so - ha dichiarato Dagrada - se Belsito abbia effettuato veramente tale registrazione. Mi disse però di voler utilizzare tale registrazione come strumento di pressione dal momento che volevano farlo fuori".

Dagli atti la guerra fra Belsito e Castelli
Dagli atti dell'inchiesta emerge la guerra in corso fra Belsito e l'ex ministro Roberto Castelli. Castelli, nominato a gennaio componente del comitato amministrativo che doveva revisionare i conti del Carroccio, chiede a Belsito il dettaglio dei bilanci e quest'ultimo si lamenta, anche del fatto che i Bossi non lo difendano. "Sono offeso - dice Belsito alla Dagrada, dirigente amministrativa della Lega, in una telefonata intercettata - e non porto più neanche la focaccia, m'hanno addossato come quello che porta la focaccia per conquistare il capo". La Dagrada, risponde ridendo: "E tu digli che gli porti anche il fornelletto per scaldare la focaccia, ma quando ci sarà la testa di Castelli".

INCIDENTE AEREO F-18: CI SONO ANCORA DEI DISPERSI.

Non sono ancora stati rintracciati tutti i residenti del complesso di appartamenti in Virginia sul quale si è schiantato un caccia F/A-18 Hornet della Marina statunitense a causa di un guasto meccanico, schiantandosi in un'area residenziale provocando un grosso incendio. I soccorritori sono ancora al lavoro tra le macerie degli edifici distrutti dall'impatto e dal successivo incendio. Nell'incidente sono rimaste ferite sette persone, fra cui i due piloti, che sembrano fuori pericolo. E' stata evitata una vera e propria catastrofe, grazie alla benzina che se ne sono disfatti, evitando una palla di fuoco nel cielo. A pilotere l'aereo era un'allievo-pilota, dove dietro di lui c'era uno dei migliori istruttori con ,olti anni di esperienza.

mercoledì 4 aprile 2012

MONTI E FORNERO: UNA RIFORMA STORICA IN UN DISEGNO I LEGGE DI 70 ARTICOLI E GUADAGNO PER TUTTI.

La riforma del mercato del lavoro rappresenta un "impegno di rilievo storico per l'Italia". A sottolinearlo il premier Mario Monti illustrando il ddl nel corso di una conferenza stampa. "Le norme elaborate metteranno in campo una rete di sicurezza universale rendendo più efficiente ed equo lo strumento degli ammortizzatori sociali creando lavoro stabile e crescita", ha poi aggiunto.
La riforma è contenuta in un disegno di legge di 70 articoli, disposti in otto diversi "capi" e riempie un'ottantina di pagine. Il provvedimento, fin dal titolo, evidenzia che si tratta di una riforma "in una prospettiva di crescita".

"Mai detto che la crisi è finita"
"Non ho mai detto che la crisi è finita". Così il premier precisa il senso delle sue dichiarazioni in Asia anche per rispondere alle critiche del leader Idv, Antonio Di Pietro. "Quello che ho detto parlando ad un pubblico internazionale è che la crisi nell'Eurozona è quasi finita e che l'Italia ha contribuito", ha spiegato.

Monti: "Raggiunto un equilibrio"
Il governo ritiene di aver raggiunto "un punto di equilibrio" anche se è ovvio che ci siano "aspetti di contrasto". "L'insieme di ciò che abbiamo introdotto in questi mesi - ha spiegato Monti - rappresenta un pacchetto piuttosto importante per rilanciare l'Italia su basi stabili". "Ci siamo assicurati della condivisione delle linee del progetto da parte dei leader politici che sostengono il governo e adesso guardiamo con rispetto e con molta speranza all'iter parlamentare che auspichiamo approfondito ma anche spedito".

"Tutele per licenziamenti ingiustificati"
"La flessibilità - ha sottolineato il premier - esce in modo molto equilibrato e sereno da questa riforma del lavoro, è stata accresciuta in misura rilevante la flessibilità in uscita con una serie di garanzie che rispettano da una parte la necessità che i giudici del lavoro non entrino troppo in valutazioni che appartengono alla responsabilità del datore del lavoro, ma siano lì a tutelare ancor più di oggi i lavoratori oggetto di licenziamenti ingiustificati di carattere discriminatiorio e abbiamo cercato di combattere la precarietà per quel che riguarda la flessibilità in entrata".

Fornero: "Riforma guadagno per tutti"
La riforma rappresenta un "guadagno netto per la collettività", ha detto il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, spiegando che il governo punta ad avere più occupazione e più partecipazione al mercato del lavoro, soprattutto delle donne. Una delle misure del ddl sul lavoro, infatti, "contrasta la pratica barbara delle dimissioni in bianco", prassi diffuso per le lavoratrici.

"Delega P.A. inserita in seguito"
La riforma non contiene la delega sui dipendenti della P.A. che verrà inserita in seguito, ha dichiarato il ministro Fornero che spiega come il ministro della P.A., Filippo Patroni Griffi, abbia richiesto un periodo di confronto con i sindacati prima di inserirla al posto dell'attuale art. 2 del testo.

"Dll nelle mani di Napolitano"
"Il nostro disegno di legge è nelle mani del presidente della Repubblica che lo deve vedere e firmare se gli piace".

"Non blindare lavoratore al lavoro"
Il ministro ha poi spiegato che il governo punta a rafforzare il contratto a tempo indeterminato come modalità standard di lavoro senza "blindarlo perché non si può inchiodare il lavoratore" al suo posto di lavoro. "Il contratto standard potrà partire con un contratto di apprendistato nel quale però si dovrà fare vera formazione, certificata e spendibile nel mercato del lavoro".

"Art. 18? Grande modello ma il mondo cambia"
"E' un modello ampiamente collaudato - ha spiegato Fornero iniziando a spiegare la correzione del'art.18 -: tutte le economie a basso tasso di disoccupazione strutturale hanno flussi di entrata e uscita dal mercato del lavoro molto più elevati".

Processo abbreviato per licenziamenti
Per le cause di lavoro sui licenziamenti sarà previsto un processo speciale abbreviato rispetto ai normali processi. "Si accelera - ha detto Fornero - il percorso del giudice verso la sentenza".

Reintegro se motivo insussistente
Il giudice può applicare la disciplina del reintegro sul posto di lavoro "nell'ipotesi in cui accerti la manifesta insussistenza del fatto posto a base del licenziamento per giustificato motivo oggettivo" (cioè economico). E' questo il passaggio del nuovo art.18 previsto dalla bozza della riforma del lavoro inviata al Quirinale.

domenica 1 aprile 2012

CALCIOSCOMMESSE: IN MANETTE A BARI 9 CALCIATORI DI CUI ANCHE L'ATALANTINO MASIELLO, EX GIOCATORE BARESE.

E' scattato nella notte il blitz dei carabinieri che ha portato all'arresto di numerosi personaggi coinvolti nell'indagine sul calcio scommesse condotta dalla procura della Repubblica di Bari. In manette anche un calciatore di Serie A. Per tutti è stata contestata l'associazione per delinquere finalizzata alla frode in competizioni sportive. Ancora massimo riserbo per i dettagli dell'operazione da parte delle autorità.
Sono una ventina le persone indagate a Bari. Tra loro nove ex calciatori biancorossi, coinvolti nella presunta combine di nove partite dello scorso campionato di serie A. Tra le partite truccate c'è anche il derby Bari-Lecce (finito 0-2) che permise ai giallorossi di centrare la salvezza proprio in casa dei biancorossi che erano già retrocessi in B.

I provvedimenti restrittivi dovrebbero però riguardare - a quanto si sa per ora - un numero ridotto di indagati tra i quali Andrea Masiello, difensore dell'Atalanta. Le richieste di custodia cautelare sono state avanzate dal procuratore, Antonio Laudati, e dal sostituto Ciro Angelillis.

Masiello arrestato con due suoi amici
E' l'ex difensore del Bari, Andrea Masiello, ora all'Atalanta, il calciatore di Serie A finito in manette. Oltre a Masiello sono stati condotti in carcere due suoi amici e scommettitori, Giovanni Carella e Fabio Giacobbe, ritenuti complici delle combine di alcune partite disputate dal Bari nello scorso campionato di Serie A. L'accusa è di associazione per delinquere finalizzata alla frode sportiva.

I nove calciatori coinvolti
Tra gli ex calciatori biancorossi indagati a Bari, oltre ad Andrea Masiello, ci sono Daniele Portanova (difensore del Bologna), Alessandro Parisi (difensore del Torino), Simone Bentivoglio, Marco Rossi, Abdelkader Ghezzal, Marco Esposito, Antonio Bellavista e Nicola Belmonte. Nel registro degli indagati ci sono anche i nomi del factotum barese Angelo Iacovelli, tre ristoratori - Nico De Tullio, Onofrio De Benedictis e Francesco De Napoli - ritenuti complici dei calciatori, scommettitori e loro amici: Arianna Pinto, Giovanni Carella, Fabio Giacobbe, lo 'zingaro' Victor Kondic, Leonardo Picci e l'albanese Armand Caca.

Nove partite truccate in Serie A
Le partite sotto la lente degli inquirenti sono le ultime nove del campionato di calcio 2010/2011, in particolare Bari-Lecce, Palermo-Bari, Bologna-Bari, Bari-Chievo e Bari-Sampdoria. C'è‚ anche Udinese-Bari del maggio 2010, una delle ultime del campionato 2009/2010.

GIORGIO CHINAGLIA SI SPEGNE ALL'ETA' DI 65 ANNI NELLA SUA RESIDENZA IN FLORIDA.

Si è spento a 65 anni Giorgio Chinaglia, attaccante simbolo della Lazio che vinse lo scudetto nel 1974. "Long John" è stato anche presidente della società biancoceleste nel 1983. Il decesso in Florida: la causa un infarto. Dal 2006 Chinaglia era indagato per riciclaggio. La bandiera della Lazio iniziò a giocare in Galles. In Nazionale memorabile il suo "vaffa" a Valcareggi dopo la sostituzione in Italia-Haiti ai Mondiali di Germania
I problemi con la giustizia
Dal 1983 Long John aveva appeso gli scarpini al chiodo ma la sua vita ha continuato ad essere piena di dribbling, tra annunci, fallimenti e truffe. In Italia, nella sua Roma dove negli anni '70 era un eroe, Giorgio Chinaglia non poteva più tornarci. Dalla primavera 2006 era iscritto nel registro degli indagati con l'accusa di riciclaggio, poi un'ordinanza di custodia cautelare per estorsione ed aggiotaggio, nell'inchiesta sulle irregolarità nella scalata alla SS Lazio.  Infine, nel luglio 2008, il suo nome e' stato accostato al clan dei Casalesi.
Per la giustizia italiana, Chinaglia era latitante.

La carriera
L'ex bomber della Lazio, prima di decidere di far parlare di sè anche fuori dal campo, era stato la bandiera dei biancocelesti di Maestrelli, quelli dello scudetto del '74. Classico centravanti, forte, potente, impetuoso, entrava in area palla al piede e segnava. Era tanto forte in mezzo al campo, quanto provocatore fuori. A San Siro, di fronte ai tifosi interisti, scalciò il compagno di squadra D'Amico, reo di non aver rincorso Sandro Mazzola. All'Olimpico, dopo un gol nel derby, ando' ad esultare la Sud, curva dei romanisti. Al San Paolo, prima di Napoli-Lazio, saluto' il pubblico di casa mostrando le corna.

Chinaglia arrivo' nella Capitale a 22 anni, nel 1969. Nato a Carrara, il 24 gennaio 1947, ad appena sei anni, la sua famiglia emigro' in Galles dove apri' un piccolo ristorante. Qui Chinaglia comincio' a giocare a calcio: nello Swansea, poi nel Cardiff, in prima divisione. In Italia, proprio in Toscana, torno' nel 1966/67, alla Massese in serie C.

Poi due stagioni all'Internapoli, sempre in C, fino all'arrivo alla Lazio nel 1969/70, dove restò  fino al 1976. Nel 1971/72 Long John, soprannominato cosi' dai tifosi biancocelesti proprio perché cresciuto in Galles, vinse la classifica cannonieri di serie B con 21 gol e riporto' i biancocelesti in serie A. Proprio come giocatore di B, riusci' a conquistare un posto in Nazionale: esordio e gol in Bulgaria, il 21 giugno del 1972.

Nella stagione 1972/73 la Lazio neopromossa sfioro' lo scudetto: assieme a Chinaglia c'erano Giuseppe Wilson, Luciano Re Cecconi, Felice Pulici e Vincenzo D'Amico. Nella stagione 1973/74, lui segno' 24 reti e la Lazio conquisto' lo scudetto, alla penultima giornata (12 maggio 1974).

Il vaffa in mondovisione
Nell'estate '74 arrivarono i Mondiali tedeschi: Long John partì titolare ma con il ct Ferruccio Valcareggi non furono tutte rose e fiori. L'allenatore azzurro lo sostituì, nel corso di Italia-Haiti, e Chinaglia lo mandò a quel paese in mondovisione. Poco dopo finì l'avventura azzurra in Germania e con lei anche quella di Chinaglia in Nazionale che, col nuovo allenatore, Fulvio Bernardini, fu utilizzato poco. In tutto, in azzurro, dal 1972 al 1975, disputo' 14 partite e segno' 4 reti.

Chinaglia concluse, poi, la sua carriera oltreoceano, al Cosmos, club newyorkese dove giocarono anche Pele' e Beckenbauer. L'avventura nel calcio statunitense duro' sette anni, Chinaglia fu il miglior marcatore della storia della North American Soccer League: in sette anni segno' 193 gol in 213 partite. Appese le scarpette al chiodo, Chinaglia divenne dirigente a New York, per poi tornare alla Lazio da presidente.

Due anni alla guida del club biancoceleste e poi le esperienze di rito come commentatore sportivo.