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sabato 20 ottobre 2012

Politica: i sindacati contro Monti. Tutti in piazza.

La Cgil ha portato in piazza il popolo dei lavoratori, contro gli esperti di un governo che finora non ha soddisfatto: "Non c'era bisogno di mettere dei professori al governo - le parole del segretario Susanna Camusso - per fare così non c'era bisogno... Torneremo in piazza il 14 novembre, con tutto il sindacato europeo". Da piazza San Giovanni a Roma, le polemiche al governo, in particolare alla legge di stabilità, si susseguono. Riavvicinamento tra Cgil e Fiom, con il sostegno di Pierluigi Bersani, Antonio Di Pietro e Nichi Vendola.
La Camusso ha proseguito: "La politica del rigore e dell'austerità non solo è fallita ma è la grande colpevole delle difficoltà di questo paese - le sue parole - si è scelto di investire nella finanza invece che nella produzione e nell'industria. La responsabilità è dei governi che negli anni hanno guardato da un'altra parte e di chi nega e che dice che non debba esserci un intervento pubblico" Ovviamente non sono mancate le polemiche; il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni: "Quale manifestazione? Non ho visto nessuno, non me ne sono accorto...". "E chi è Bonanni? Chi si è accorto che c'è Bonanni in questo Paese?", ha replicato Landini, leader della Fiom.

A favore della piazza il segretario Pd, Pierluigi Bersani: "La Cgil ha buone ragioni di essere in piazza - le sue parole - Io quando sento obiezioni rispetto al fatto che si vada in piazza non sono d'accordo".
Nichi Vendola: " Non è un caso se oggi e domani ho scelto per la campagna per le primarie di essere in Sardegna: è uno dei simboli drammatici in cui versa il mondo del lavoro nel nostro Paese. E' anche il mio modo  simbolico per aderire e per sostenere le mille ragioni che hanno portato oggi la Cgil in piazza a Roma",
Il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera: "E' giusto scendere in piazza. Siamo seriamente in un momento di grande difficoltà. Questo è l'anno peggiore, manifestazioni anche come queste non sorprendono e devono essere considerate con grande attenzione".

lunedì 4 giugno 2012

MARIO MONTI: PRESTO AVREMO GLI EUROBOND.

Gli Eurobond si avvicinano. Parola di Mario Monti: Dopo sei ore di vertice notturno tra i leader dei ventisette e' uscito un evidente compromesso, al quale Angela Merkel ha dovuto acconsentire: maggiori legami tra gli stati, piu' controlli a vicenda, in cambio delle possibilita' di mettere in comune il nuovo debito, cioe' gli Eurobond, che dovra' finanziare al crescita. E' stato un lavoro intenso, andando avanti per settimane, al quale si sono dedicati in molti. Le punte di diamante sono state Monti e il nuovo presidente Francese Francoise Hollande, ma accanto a loro a lavorare ai fianchi la cancelliera c'erano anche il presidente del Consiglio Ue Herman van Rompuy e quello della Commissione europea Josue' Manuel Barroso, due personaggi molto prudenti, che pero', quando hanno capito dove tirava il vento, si sono schierati in maniera piuttosto esplicita, ed ora hanno l'incarico di preparare delle proposte per il vertice di fine giugno, dove sono annunciate decisioni operative. Le aveva provate tutte la cancelliera per evitare che altri stati, spendaccioni e poco previdenti per il futuro, potessero trovare un nuovo modo per fare debiti.

Alla fine pero' si e' resa conto della forte volonta' politica e della reale necessita' economica di trovare da qualche parte i soldi per il rilancio, per non fare affondare l'Europa, e con essa la Germania. La Merkel cosi' si e' trovata stretta all'angolo, con troppe elezioni perse, un governo amico come quello olandese caduto, e con al suo fianco praticamente solo la Finlandia e Austria, due pesi piuma in Europa. Gli Eurobond non saranno la soluzione, e' evidente, andranno usati con coscienza, bisognera' decidere con oculatezza cosa finanziare, e li ripartiranno gli scontri tra gli Stati, anche tra Italia e Francia, che sembrano le grandi alleate in questi giorni. C'e' una comunita' di interessi ora tra Roma e Parigi, pero' prima di parlare di "asse" bisogna ricordare che la prima visita da presidente Hollande l'ha fatta proprio Berlino, perche' i paesi che contano sono davvero quelli.

domenica 27 maggio 2012

MARIO MONTI: UNO STRISCIONE NEL CIELO DI PIAZZA VITTORIO VENETO DICE: "BASTA TASSE" FIRMATO "LEGA NORD".

Mario Monti, a Bergamo nel corso della cerimonia del giuramento di fedeltà alla Repubblica degli allievi ufficiali dell'Accademia della Guardia di Finanza, è stato nuovamente contestato.
Dopo la contestazione avvenuta durante la visita del premier ai luoghi colpiti dal sisma dello scorso 20 maggio, il fatto si è ripetuto oggi 26 maggio a Bergamo, quando alcuni spettatori hanno fischiato il premier gridando "Vergogna, vergogna", "Servo, servo", "Buffone, buffone".

Nel frattempo, mentre Monti stava tenendo il suo discorso, un piccolo aereo ha sorvolato piazza Vittorio Veneto con uno striscione: "Basta Monti, basta tasse" firmato "Lega Nord" .

Pronta la replica del Presidente del, Consiglio che durante il suo intervento ha commentato:

"La lotta all'evasione fiscale non si fa con parole vacue o gesti di protesta".

mercoledì 2 maggio 2012

GOVERNO MONTI: UN GOVERNO TECNICO CHE CHIEDE ALLA POPOLAZIONE DI FARE IL SUO LAVORO. "ESPRIMI LA TUA OPINIONE SUL SITO E SEGNALA SPRECHI E TAGLI".

"Esprimi la tua opinione", firmato il Governo italiano. Il modulo è sul sito dell'esecutivo ed è a disposizione di tutti. Si possono segnalare sprechi e spese futili, sulla scia del decreto legge Spending Review. Il documento prevede un risparmio di 4,2 miliardi nel 2012 per evitare l'aumento di due punti dell'Iva, così come previsto per gli ultimi tre mesi dell'anno. Da Palazzo Chigi spiegano: "A medio termine la spesa rivedibile è pari a 295 miliardi di euro, a breve è molto inferiore, 80 miliardi". Lo Spending review prevede numerosi tagli. Vediamo i principali.

L'eliminazione di spese di rappresentanza e spese per convegni, ridimensionamento delle strutture dirigenziali esistenti, riduzione anche mediante accorpamento degli enti strumentali e vigilati e delle società pubbliche.

La direttiva, di quattro pagine, indica anche le 11 attività per la revisione della spesa, tra cui cui la ricognizione degli immobili in uso, la riduzione della spesa per contratti di affitto, la definizione di precise connessioni tra superficie occupata e numero degli occupanti. E ancora: l'ottimizzazione dell'utilizzo degli immobili di proprietà pubblica anche attraverso accorpamenti di uffici e amministrazioni e la restituzione all'agenzia del demanio degli immobili di proprietà pubblica eccedenti i fabbisogni.

Infine: la proposizione di impugnazioni di sentenze di primo grado che riconoscano miglioramenti economici o progressioni di carriera per dipendenti pubblici, onde evitare che le stesse passino in giudicato. Le proposte dovranno arrivare entro il 31 maggio.

I primi provvedimenti arriveranno entro 15 giorni. Enrico Biondi, il risanatore dei Conti Parmalat, dovrà presentare il piano di sua competenza per i tagli: 2,1 miliardi di euro circa. Il segretario della Cgil, Susanna Camusso, ha criticato la scelta del governo di affidare uno spazio di denuncia ai cittadini: "Abbiamo un governo di tecnici, che nomina dei tecnici, e poi chiede alla popolazione di fare il lavoro che dovrebbero fare i tecnici che hanno nominato i tecnici. Mi pare assurdo". Il segretario del Pdl, Angelino Alfano, ha invece replicato al premier Mario Monti che aveva criticato la scelta di abolire l'Ici sulla prima casa: "Se ci svegliassimo domani, lo rifaremmo. Abbiamo già ottenuto che l'Imu si paghi ratealmente, ora cercheremo di farla diventare una tassa una tantum".

martedì 1 maggio 2012

IL PATTO SEGRETO TRA MONTI E MERKEL CHE RISANERA' LA CRISI EUROPEA E SALVERA' L'EURO.

Con Berlusconi fuori dai giochi e la poltrona di Sarkozy vacillante, Monti si avvicina sempre di più alla Germania di Angela Merkel (Foto Infophoto) con cui pare sia in atto un patto segreto.

Obiettivo dell'asse italo-tedesco: la sincronizzazione dei processi di ratifica del Fiscal Compact e del Fondo Salva Stati (Esm) nel parlamenti di Roma e Berlino.

Si tratta di un nuovo patto per la crescita, un "Growth Compact" che segue il contestato "Fiscal Compact", come suggerisce Repubblica che spiega:

Nel progetto una delegazione di deputati tedeschi dovrebbe seguire i lavori di ratifica italiani, mentre analoga missione di onorevoli e senatori - in qualità di "osservatori" - sarà inviata al Bundestag. Allo stesso modo il ministro Schaeuble verrà in audizione davanti alla commissione esteri del Senato. E Moavero o Grilli prenderanno lo stesso giorno il biglietto per Berlino. Così via, passo dopo passo. Sempre insieme. Fino alla prevista ratifica "prima dell'estate", possibilmente in tempo per arrivare al Consiglio europeo di fine giugno con i "compiti a casa" svolti per bene.

Ma - prosegue Repubblica - non si tratta solo di un'operazione di immagine perché Il governo italiano punta infatti a una forte "sincronizzazione politica" fra le due capitali. Alla ricerca di un "idem sentire" che orienti la Germania verso gli eurobond e la Golden rule, ovvero la possibilità di prevedere un trattamento di favore per gli investimenti (fino a scorporarli del tutto) nel conteggio del deficit.

Queste mosse dovrebbero portare una boccata di ossigeno all'Europa ormai sopraffatta dalla crisi.

domenica 29 aprile 2012

IMU 2012: QUANDO SI PAGA, SCADENZA RATE E CASI PARTICOLARI.

Ritorniamo a parlare di Imu, la nuova tassa sulle proprieta' immobiliari introdotta dal governo Monti.

L'imposta si pagherà in tre rate con i due terzi dell'importo da versare entro settembre.

Ognuna delle tre rate (16 giugno, 16 settembre, 16 dicembre) sarà pari a un terzo dell'imposta, calcolata applicando l'aliquota base, pari allo 0,4 per mille.

La terza rata è a saldo dell'imposta complessivamente dovuta per l'intero anno con conguaglio sulle precedenti rate; i comuni potranno aumentare o diminuire l'aliquota base dello 0,2 per cento.

Attenti, però, ai casi particolari che ci illustra Roberto Bosio su Conti in Tasca:

1) In presenza di più residenze familiari per lo stesso nucleo, solo una verrà considerata abitazione principale - e quindi solo quella potrà godere delle detrazioni relative e della minore aliquota;

2) per le case a canone concordato ci sarà la possibilità di ridurre l'aliquota Imu 2012 al 4 per mille - anche se il valore di riferimento resterà quello del 7,6 per mille;

3) l'unità non locata in possesso di anziano o disabile ricoverato in una struttura pagherà la stessa aliquota prevista per l'abitazione principale;

4) Gli immobili dati in comodato gratuito ricadono nella disciplina ordinaria. Su di loro quindi bisognerebbe applicare l'aliquota del 7,6 per mille, e non godono di detrazioni;

5) per gli edifici storici si prevede che le agevolazioni esistenti vengano azzerate e si prevede che in caso di locazione il 35% non sia tassato;

6) la nuova tassa potrà essere pagata con l'F24 ma anche con i bollettini postali.

domenica 22 aprile 2012

ESODATI: AGEVOLAZIONI PER LE AZIENDE CHE LI ASSUMONO.

Mentre il ministro Fornero annuncia di aver trovato le risorse per coprire l'assenza di ammortizzatori per 65mila esodati, scoppia la guerra degli esodati, quei lavoratori che nei prossimi mesi si ritroveranno senza sussidio e senza pensione. Un esercito di ex lavoratori che spazia dai 130mila dichiarati dall'Inps e i 300mila dei sindacati. Ma potrebbe esserci una soluzione: il governo ha allo studio un decreto per agevolare le imprese che li assumono.
No dalle aziende
Il ministro Fornero a Torino aveva abbozzato l'idea di una riassunzione da parte delle stesse aziende che avevano trovato l'accordo con gli esodati. Ma proprio le imprese chiudono la porta. La prima ad aver dichiarato la propria indisponibilità sono le Poste (azienda peraltro a capitale statale). Migliaia di lavoratori avevano raggiunto l'accordo con l'azienda per lasciare il proprio posto di lavoro ai figli. E sulla stessa linea ci sono anche altre aziende che attraverso gli accordi con i propri dipendenti per snellire l'organico hanno messo a punto piano pluriennali.

L'idea delle agevolazioni
Da qui l'idea di un decreto legge che prenda vita nei prossimi mesi. Tamponata l'emergenza per i 65mila esodati senza "paracadute" dal gennaio 2012, ci sono alcuni mesi per trovare una soluzione agli altri 100-200mila ex lavoratori. Secondo indiscrezioni di stampa il ministero del Welfare sta lavorando a una legge che dia sgravi fiscali alle imprese che decidono di assumere ex esodati trasformandoli in una sorta di categoria protetta.

mercoledì 4 aprile 2012

MONTI E FORNERO: UNA RIFORMA STORICA IN UN DISEGNO I LEGGE DI 70 ARTICOLI E GUADAGNO PER TUTTI.

La riforma del mercato del lavoro rappresenta un "impegno di rilievo storico per l'Italia". A sottolinearlo il premier Mario Monti illustrando il ddl nel corso di una conferenza stampa. "Le norme elaborate metteranno in campo una rete di sicurezza universale rendendo più efficiente ed equo lo strumento degli ammortizzatori sociali creando lavoro stabile e crescita", ha poi aggiunto.
La riforma è contenuta in un disegno di legge di 70 articoli, disposti in otto diversi "capi" e riempie un'ottantina di pagine. Il provvedimento, fin dal titolo, evidenzia che si tratta di una riforma "in una prospettiva di crescita".

"Mai detto che la crisi è finita"
"Non ho mai detto che la crisi è finita". Così il premier precisa il senso delle sue dichiarazioni in Asia anche per rispondere alle critiche del leader Idv, Antonio Di Pietro. "Quello che ho detto parlando ad un pubblico internazionale è che la crisi nell'Eurozona è quasi finita e che l'Italia ha contribuito", ha spiegato.

Monti: "Raggiunto un equilibrio"
Il governo ritiene di aver raggiunto "un punto di equilibrio" anche se è ovvio che ci siano "aspetti di contrasto". "L'insieme di ciò che abbiamo introdotto in questi mesi - ha spiegato Monti - rappresenta un pacchetto piuttosto importante per rilanciare l'Italia su basi stabili". "Ci siamo assicurati della condivisione delle linee del progetto da parte dei leader politici che sostengono il governo e adesso guardiamo con rispetto e con molta speranza all'iter parlamentare che auspichiamo approfondito ma anche spedito".

"Tutele per licenziamenti ingiustificati"
"La flessibilità - ha sottolineato il premier - esce in modo molto equilibrato e sereno da questa riforma del lavoro, è stata accresciuta in misura rilevante la flessibilità in uscita con una serie di garanzie che rispettano da una parte la necessità che i giudici del lavoro non entrino troppo in valutazioni che appartengono alla responsabilità del datore del lavoro, ma siano lì a tutelare ancor più di oggi i lavoratori oggetto di licenziamenti ingiustificati di carattere discriminatiorio e abbiamo cercato di combattere la precarietà per quel che riguarda la flessibilità in entrata".

Fornero: "Riforma guadagno per tutti"
La riforma rappresenta un "guadagno netto per la collettività", ha detto il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, spiegando che il governo punta ad avere più occupazione e più partecipazione al mercato del lavoro, soprattutto delle donne. Una delle misure del ddl sul lavoro, infatti, "contrasta la pratica barbara delle dimissioni in bianco", prassi diffuso per le lavoratrici.

"Delega P.A. inserita in seguito"
La riforma non contiene la delega sui dipendenti della P.A. che verrà inserita in seguito, ha dichiarato il ministro Fornero che spiega come il ministro della P.A., Filippo Patroni Griffi, abbia richiesto un periodo di confronto con i sindacati prima di inserirla al posto dell'attuale art. 2 del testo.

"Dll nelle mani di Napolitano"
"Il nostro disegno di legge è nelle mani del presidente della Repubblica che lo deve vedere e firmare se gli piace".

"Non blindare lavoratore al lavoro"
Il ministro ha poi spiegato che il governo punta a rafforzare il contratto a tempo indeterminato come modalità standard di lavoro senza "blindarlo perché non si può inchiodare il lavoratore" al suo posto di lavoro. "Il contratto standard potrà partire con un contratto di apprendistato nel quale però si dovrà fare vera formazione, certificata e spendibile nel mercato del lavoro".

"Art. 18? Grande modello ma il mondo cambia"
"E' un modello ampiamente collaudato - ha spiegato Fornero iniziando a spiegare la correzione del'art.18 -: tutte le economie a basso tasso di disoccupazione strutturale hanno flussi di entrata e uscita dal mercato del lavoro molto più elevati".

Processo abbreviato per licenziamenti
Per le cause di lavoro sui licenziamenti sarà previsto un processo speciale abbreviato rispetto ai normali processi. "Si accelera - ha detto Fornero - il percorso del giudice verso la sentenza".

Reintegro se motivo insussistente
Il giudice può applicare la disciplina del reintegro sul posto di lavoro "nell'ipotesi in cui accerti la manifesta insussistenza del fatto posto a base del licenziamento per giustificato motivo oggettivo" (cioè economico). E' questo il passaggio del nuovo art.18 previsto dalla bozza della riforma del lavoro inviata al Quirinale.

giovedì 22 marzo 2012

ARTICOLO 18: LA CGIL DICE NO ALLA RIFORMA SUL LAVORO E PROCLAMA 16 ORE DI SCIOPERO.

Oggi alle 16.00 governo e parti sociali torneranno a incontrarsi per stendere il testo che verrà portato in Parlamento. Napolitano non vuol il decreto e il Pd è pronto a dare battaglia in Aula per modificare quanto previsto dall'art.18 nuova versione: ''Io non accetto che Monti dica prendere o lasciare, è chiaro che noi votiamo quando siamo convinti, il testo va cambiato''. Le cose non sono così semplici nemmeno per Bersani visto che il partito è diviso tra chi, come Enrico Letta, non mette in discussione il sostegno a Monti e chi e' pronto a votare no.
''Non moriro' dando il via libera alla monetizzazione del lavoro'', si era sfogato nel pomeriggio in pieno Transatlantico il leader Pd, deluso per come il governo abbia usato il mandato ricevuto nel vertice a Palazzo Chigi, stravolgendo un ok ''al modello tedesco in un modello americano'' sui licenziamenti.

La tensione tra una parte del Pd, piu' sensibile alle proteste degli elettori di sinistra, e il governo raggiunge livelli di guardia. L'avviso di Rosy Bindi e' forte e chiaro: ''Questo governo puo' andare avanti se rispetta la dignita' di tutte le forze che lo sostengono''. Il no al governo sulla riforma del lavoro e' una parola indicibile ma dentro il Pd stesso le aree dei lettiani e dei veltroniani temono che Bersani, che sulla difesa dei lavoratori fonda la sua linea politica, possa rompere se la riforma in Parlamento non verra' modificata. ''Bisogna essere fedeli agli ideali della propria gioventu''', e' la professione di fede del segretario Pd che boccia come entita' che ''non esiste in natura'' l'ipotesi di un decreto ma e' fiducioso che il governo non sia a rischio perche' il governo sapra' ragionare con i partiti in Parlamento.

Per evitare pesanti fratture interne, anche un moderato come Dario Franceschini, dopo un faccia a faccia con il segretario, alza il tiro nella speranza di modificare il testo: ''Negli ultimi tempi c'e' stato un uso un po' eccessivo del decreto legge, su una materia delicata come il lavoro bisogna procedere con un ddl''.

Al di la' degli inviti all'unita', nel Pd tutti sono coscienti che o la riforma sara' ammorbidita, introducendo il giudice anche per i licenziamenti economici, o una spaccatura al momento del voto possa significare la fine del partito democratico. Secondo i calcoli tra parlamentari democratici, sarebbero una cinquantina i deputati 'montiani' che, davanti ad una posta cosi' alta per il futuro del Pd, non seguirebbero un'eventuale voto contrario sulla riforma: il provvedimento passerebbe lo stesso ma il Pd andrebbe in frantumi. Enrico Letta ammette il tornante decisivo per il Pd: ''Å  un momento molto importante da cui verr… fuori la capacit… del partito a pensare pi- all'interesse comune che alle singole aspirazioni personali''.

Per evitare il 'cul de sac', anche Massimo D'Alema, da tempo piu' defilato sulle vicende di attualita', si spende per cercare modifiche sull'art.18 che ritiene ''confuso e pericoloso''.

mercoledì 21 marzo 2012

ARTICOLO 18: MARIO MONTI VUOLE CHIUDERE LA QUESTIONE CON UN NO DELLA CGIL.

Sulle modifiche all'articolo 18 proposte dal governo c'è il consenso di tutte le parti sociali "ad eccezione della Cgil". Lo ha detto il presidente del Consiglio, Mario Monti, al termine del tavolo sul mercato del lavoro. Proprio sulla riforma, ha aggiunto il premier, il ministro del Welfare, Elsa Fornero, ha sintetizzato i capitoli del documento "sul quale è stato acquisito il consenso di massima" dei sindacati."Avevamo preso l'impegno di procedere alla riforma del mercato del lavoro e degli ammortizzatori sociali entro fine marzo: il ministro Fornero ha guidato questa operazione cruciale per dare una migliore prospettiva di competitività, produttività, crescita e occupazione. E' la sua riforma", ha detto Monti. Il dialogo con le parti sociali continuerà ancora due giorni. "Confido nella Cgil - ha aggiunto il premier - che, accanto al dissenso sul punto specifico" dell'articolo 18 "ha comunque individuato aspetti condivisi" nella riforma prospettata dal governo.

Fornero: "Il nuovo art. 18 non smantella le tutele"
Con la nuova formulazione dell'articolo 18 "non vogliamo smantellare delle tutele ma rendere meno blindato il contratto a tempo indeterminato". Lo ha detto il ministro del Welfare, Elsa Fornero. Il ministro ha poi sottolineato che il contratto a tempo indeterminato "deve essere la forma di contratto dominante", ma questo "si completa se non è più blindato e questa blindatura è data dall'articolo 18, con tutto il carico emotivo che ha".

Fornero: "Tempi sono fondamentali, si pensa a delega o dl"
"La tempistica è fondamentale" per l'approvazione della riforma del mercato del lavoro, ha ribadito il ministro Fornero: "Se potessimo usare una delega già ottenuta la useremo, se questo non fosse possibile vedremo quale altra soluzione". "Domani faremo una riflessione sul miglior strumento legislativo possibile", ha aggiunto il premier Monti, e "decideremo dopo aver consultato il capo dello Stato".

Monti: "Non ci sarà nessun accordo firmato con i sindacati"
Monti ha poi annunciato che "né oggi né giovedì ci sarà un accordo firmato dal governo con le parti sociali". L'accordo sulla riforma del mercato del lavoro "dal punto di vista del metodo non ha nulla di consociativo, valorizza il contributo delle parti sociali ma soprattutto valorizza appieno il ruolo del Parlamento, come richiede la Costituzione".

domenica 18 marzo 2012

MARIO MONTI: CON IL NUOVO DECRETO FISCALE ECCO LE NUOVE TASSE CHE DOVREMO PAGARE.

 Il governo tecnico di Mario Monti si appresta ad aumentare ancora le tasse. La prossima settimana, infatti, arrivera' al consiglio dei ministri, il maxi disegno che dovrebbe portare nel giro di qualche giorno all'approvazione del nuovo decreto fiscale. La riforma varata l' anno scorso da Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti aveva messo i presupposti per il riassetto dell'Irpef e e il progressivo azzeramento dell'Irap (imposta regionale sulle attività produttive). Il governo Monti sembra remare nella direzione opposta:"La vecchia delega -si legge nella relazione al ddl- prevedeva un'Irpef a tre aliquote ma si ritiene preferibile non ripresentare questo aspetto".Lo stesso discorso vale anche per la soppressione dell' Irap:"Una indicazione contraddittoria con le esigenze di finanza pubblica". Il che vuol dire che non e' possibile rinunciare ai 35 miliardi di euro destinati alle regioni per finanziare la la sanità.
Ma non finisce qui, pressioni fiscali anche per i proprietari di case che gia' si preparano a a pagare la nuova Imu-Ici che da Giugno si paghera' sulle prime case e diventerà più cara sulle seconde: si va incontro ad una profonda riforma del catasto, addio ai vani sostituiti dai metri quadrati. Inoltre la riforma potrebbe aumentare anchele tasse che si pagano nelle compravendite delle case. Tuttavia i piu' preoccupati per il nuovo decreto fiscale sono le imprese e le societa', che dovranno continuare a versare i 35 miliardi di Irap, ma dovranno rinunciare studiare le leggi per cercare il percorso fiscale più vantaggioso. Si chiama "abuso di diritto" ed è il paletto che il governo vuole introdurre obbligando gli imprenditori a sottostare al regime impositivo più penalizzante.

Nelle societa' addirittura verrà introdotto un Manager che lavorera' per il fisco e sul quale ricadranno tutte le responsabilità di tutte le falle in maniera tributaria, e dovra' in pratica denunciare il proprio datore di la voro se questo non è in regola con le tasse. Arrivano anche le tasse per l'ambiente (green tax e Carbon tax) che avranno la finalità di stimolare investimenti ecologici. Il percorso della riforma, in ogni caso non è breve, il governo approverà un ddl delega che dovrà superare l'iter parlamentare . Dopo il via libera di Camera e Senato, l'Esecutivo avrà nove mesi di tempo per i decreti delegati.L'intenzione sembra quello di chiudere la pratica entro Maggio 2013. Tuttavia le tasse potrebbero iniziare a salire prima. A parte i versamenti Imu-Ici di Giugno, e' dato per certo che a Ottobre ci sia un sostanzioso aumento dell'Iva (dal 21% al 23%), che fara' entrare nelle casse delle stato circa 8 miliardi di euro.

giovedì 15 marzo 2012

GOVERNO NUOVI VERTICI PER LAVORO E GIUSTIZIA E SI TRALASCIA LA RAI.

 Il governo e i leader dei partiti di maggioranza hanno trovato un'intesa sulla giustizia ed è in arrivo un emendamento sul ddl corruzione. Si è convenuto di trovare una soluzione equilibrata anche sulla responsabilità civile dei magistrati, sull'articolo 18 e sulle intercettazioni. Nell'incontro a palazzo Chigi sono stati discussi i principali temi dell'agenda del governo dei prossimi mesi, alla presenza dei ministri responsabili di tali tematiche.
All'incontro organizzato dal presidente del Consiglio, Mario Monti, hanno preso parte il segretario del Pdl, Angelino Alfano, il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, e il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini.

Prima di tutto, si legge in un comunicato diffuso dalla presidenza del Consiglio, è stato affrontato il tema del mercato del lavoro: il presidente ha sottolineato la necessità di una riforma ad ampio raggio dei diversi aspetti del mercato del lavoro per la credibilità dell'impegno riformatore del governo anche a livello internazionale e soprattutto per giungere ad un aumento dell'occupazione e della crescita.

Il ministro Fornero ha enunciato i principi della riforma che è oggetto di un dialogo intenso e costruttivo con le parti sociali: la semplificazione delle tipologie contrattuali, al fine di facilitare l'accesso dei giovani ad un impiego stabile; la revisione degli ammortizzatori sociali assicurando l'universalità di un nuovo sistema di assicurazione sociale per l'impiego; la revisione delle norme che regolano il licenziamento dei lavoratori, distinguendo tra il licenziamento per ragioni discriminatorie da quello per ragioni disciplinari e quello causato da ragioni esclusivamente economiche; il rafforzamento delle politiche attive e dei servizi per l'impiego. Si è inoltre soffermata sulle misure dirette ad accrescere l'occupazione giovanile e femminile. I leader politici hanno espresso l'auspicio che gli orientamenti esposti possano trovare l'accordo delle parti sociali e ottenere un'approvazione tempestiva da parte del Parlamento.

Sui temi della giustizia, si è convenuto sulla proposta del governo, esplicitata dal ministro Severino, mirante a: integrare una più ampia disciplina anti-corruzione nel disegno di legge dell'on. Alfano; pervenire ad una nuova disciplina delle intercettazioni telefoniche, tenendo conto delle iniziative dei gruppi parlamentari; intraprendere una revisione del processo del lavoro che ne riduca la durata e che ne rafforzi l'efficacia in termini di certezza del diritto; pervenire ad una soluzione equilibrata e condivisa sulla responsabilità civile del magistrato.

Il ministro degli Esteri Terzi ha illustrato le linee di politica estera in corso, in particolare nella sua dimensione mediterranea. Il ministro si è in particolare soffermato sulle azioni del governo affinche'‚ sia possibile giungere ad una ricostruzione precisa degli avvenimento che hanno portato alla tragica scomparsa dell'ingegner Lamolinara in Nigeria e ha riferito sugli ultimi sviluppi relativi alla situazione dei due marò italiani trattenuti in India.

Slitta l'accordo sulla Rai
Sciolti i nodi su giustizia e lavoro Mario Monti, dopo tre ore di vertice a palazzo Chigi, riserva all'ultima parte del summit il tema "caldo" della Rai. Ma altre due ore di discussione non bastano a superare i veti incrociati di Alfano e Bersani. Tanto da costringere Monti a prendere tempo e rinviare la questione a una prossima riunione, per evitare forzature che avrebbero rischiato di spaccare la maggioranza che lo sostiene. Il premier aveva messo in chiaro che non avrebbe accettato veti dai partiti, ma oggi il professore deve prendere atto che un accordo sulla Rai è ben lungi dall'essere raggiunto. Per il Pdl c'è anche sul tavolo, e strettamente legato al tema Rai, la questione spinosa dell'asta sulle frequenze tv. Per il Pd, invece, resta netta la determinazione a non accettare un rinnovo dei vertici senza una riforma della governance.

lunedì 12 marzo 2012

LA FORNERO AL VERTICE CON MONTI RIDUERRA' LA DISOCCUPAZIONE SUL LAVORO.

L'obiettivo del governo è "la riduzione dei livelli di disoccupazione del Paese, portandola al 4-5% strutturale". E' l'indicazione emersa dal ministro del Lavoro, Elsa Fornero, durante il tavolo con le parti sociali. "Questo è un tassello essenziale ai fini della crescita, con un forte coinvolgimento del Sud", ha osservato la Fornero per la quale i contratti a tempo determinato dovranno costare "un po' di più".
"Riforma a regime entro il 2015"La riforma del sistema degli ammortizzatori sociali sarà avviata quest'anno e andrà a regime entro il 2015. Questo l'obiettivo del governo, come annunciato dalla Fornero: "Sarà accorciato il periodo di transizione della riforma e il cambio del sistema degli ammortizzatori. Cominciamo nel 2012 e andremo a regime nel 2015".

"Nuova forma di tutela per il reimpiego"
La Fornero ha inoltre sottolineato come "il governo si impegna a trovare le risorse" per gli ammortizzatori sociali "al di fuori dei capitoli di spesa sociale". In particolare nascerebbe l'Assicurazione sociale per l'impiego, una forma di tutela e di sostegno al reimpiego. L'impianto presentato dal governo prevede che l'assicurazione sociale per l'impiego sostituisca le attuali indennità di mobilità, incentivi di mobilità e disoccupazione per apprendisti, l'una tantum per i co.co.pro e altre indennità.

Nuova indennità disoccupazione
Il ministro Fornero ha proposto una nuova indennità di disoccupazione che si applicherà a tutti i lavoratori dipendenti privati e pubblici con contratti non a tempo indeterminato. I requisiti per accedervi, prevede la proposta del governo, sono due anni di anzianità assicurativa e almeno 52 settimane di lavoro nell'ultimo biennio, la durata dell'assicurazione sarà di 12 mesi, 15 per i lavoratori sopra i 58 anni, e avrà un importo medio lordo di 1119 euro, con un meccanismo di decalage che porterà a un abbattimento dell'indennità del 15% dopo i primi sei mesi e un altro 15% di abbattimento dopo altri sei mesi. Questa indennità sarà un'assicurazione sociale per l'impiego che sostituirà le tutele attuali, compresa la mobilità, tranne la cig ordinaria.

"No al contratto unico"

Nessun contratto unico ma un "contratto dominante" che privilegi la forma di ingresso dell'apprendistato a tempo indeterminato. Così il ministro del Lavoro ha spiegato la proposta del governo relativamente al capitolo delle tipologie contrattuali di ingresso sul mercato.

"Cassa integrazione non scompare"
La cassa integrazione straordinaria "resterà, non scompare", ha chiarito la Fornero, precisando che "si elimina solo la causale per cessazione attività".

"Accordo con parti sociali è obiettivo del governo"

Per il ministro questa rappresenta settimana "decisiva" per la definizione dell'accordo sulla riforma del mercato del lavoro: il governo intenderebbe infatti chiudere tra il 21 e il 23 marzo. "Abbiamo sempre lavorato per l'accordo con le parti sociali e l'accordo con queste è "l'obiettivo del Governo" e "per questa prospettiva lavoriamo in questa ultima fase".

Lunedì il vertice con Monti
I rappresentanti delle parti sociali incontreranno lunedì a Palazzo Chigi il presidente del Consiglio, Mario Monti. Da domani, inoltre, il ministro del Welfare, Elsa Fornero, avvierà una serie di incontri bilateri con i leader delle parti sociali sull'articolo 18.

Camusso: "Oggi fatto un passo indietro"
Per la leader della Cgil, Susanna Camusso, la trattativa sulla riforma del mercato del lavoro segna "un passo indietro". L'accelerazione della riforma degli ammortizzatori, spiega, "si traduce nel breve periodo, durante la crisi, in una riduzione della copertura e nessun vantaggio sulla prestazione economica". "Non ci sarà nessun lavoratore in più rispetto ad oggi coperto dal sistema". Per la sindacalista, poi, non c'è nessuna nuova risorsa sugli ammortizzatori sociali da parte del governo ma solo diversa redistribuzione di quelle esistenti.

Marcegaglia (Confindustria): "Riforma anticipata ammortizzatori da rivedere"
Anche per Emma Marcegaglia, la riforma anticipata degli ammortizzatori sociali è un problema perché nel periodo di transizione "dovremo gestire ristrutturazioni complesse". La presidente di Confindustria ha chiesto al ministro Fornero di rivedere questo punto.

venerdì 2 marzo 2012

MARIO MONTI: APPELLO ALLA SICUREZZA SUL LAVORO E VIA LA NORMA CHE CANCELLA I CONTROLLI.

Lavoratori, addetti alla sicurezza, medici del lavoro. Sono a tutto campo le adesioni alla campagna che chiede al governo di rivedere le norme del decreto semplificazioni (DL 5/2012) che allentano i controlli a tutela della sicurezza nei luoghi di produzione. 

L'iniziativa, lanciata da Marco Bazzoni, operaio metalmeccanico e rappresentante dei Lavoratori per la sicurezza di Firenze, punta l'indice in particolare contro l'articolo 14 "che depotenzia in maniera spudorata i controlli per la salute e la sicurezza sul lavoro" sopprimendo o riducendo le verifiche "per le imprese in possesso del certificato di qualità Iso-9001 o altra appropriata certificazione emessa, a fronte di norme armonizzate".

"In pratica - denunciano ancora i sottoscrittori della petizione - d'ora in poi basterà avere un certificato UNI ISO-9001 o UNI ISO-14001 o BS OHSAS 18000 per vedere soppressi, o forse ridotti, tutti i controlli della pubblica amministrazione, tranne che in materia fiscale e finanziaria" anche se "le certificazioni UNI ISO-9001 o UNI ISO-14001 niente hanno a che vedere con la tutela della sicurezza sul lavoro, ma sono relative la prima al sistema qualità (del prodotto finito), la seconda alla tutela dell'ambiente".

Secondo Bazzoni e gli altri firmatari "tali certificazioni non vengono assegnate da organi statali o sovranazionali di controllo, ma da aziende private che devono essere solo autorizzate dal ministero del Lavoro (...) non tanto sulla base di verifica
della loro reale professionalità, ma soprattutto sulla base del potere politico ed economico che possono dimostrare".

Queste misure hanno già suscitato forti contestazioni, sia in Parlamento che in ambienti sindacali.  Antonio Boccuzzi, l'unico operaio superstite del rogo delle acciaierie Thyssen Krupp del dicembre 2007 e oggi deputato del Pd commenta così: "Leggere questo articolo del decreto scatena delle sensazioni forti e dolorose e il solo pensare che sia sufficiente essere certificati per evitare dei controlli è francamente inaccettabile. Un dramma come quello degli infortuni sul lavoro non lo si può affrontare andando nella direzione sbagliata". Contraria anche l'Aitep, l'associazione italiana dei tecnici della prevenzione.

Altro punto fortemente contestato è il comma 4, lettera d, che introduce la "collaborazione amichevole con i soggetti controllati al fine di prevenire rischi e situazioni di irregolarità". "Come far capire al governo, che chi controlla deve per la natura stessa del suo ruolo creare intralcio, guardare negli angoli bui, chiedere conto anche delle minuzie?", si legge ancora nell'appello, che conclude: "L'articolo 14 del decreto semplificazioni non va modificato come molti chiedono, ma semplicemente cancellato. E' in gioco la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro".

martedì 28 febbraio 2012

Cannata: Bot e Btp, tornata la fiducia sui titoli di Stato

«Gli investitori stanno tornando ad acquistare titoli di Stato italiani»: sorride Maria Cannata, la responsabile della gestione del debito pubblico al ministero dell' Economia, quando rivela la schiarita delle ultimissime settimane. I flussi di acquisto, aggiunge intervenendo ad una tavola rotonda organizzata da Il Sole 24 Ore Radiocor in occasione del congresso Assiom Forex, arrivano «non solo dall' Europa, ma anche dall' Asia e anche, da ultimo, dagli Stati Uniti». Cannata comunque non si sbilancia troppo, si mantiene cauta, sa bene che la situazione resta incerta e «ancora impegnativa», soprattutto in assenza di una soluzione rapida della crisi greca, anche se le preoccupazione della fase buia di novembre e dicembre è passata. In particolare per merito del pacchetto di misure varate dal governo Monti prima di Natale. Ma c' è altro. La dirigente del ministero di via XX settembre chiama in causa le agenzie di rating che hanno «avuto un ruolo» nell' aggravarsi delle turbolenze del mercato. Questa estate, ricorda, il mercato ha iniziato a penalizzare il debito pubblico italiano per due ragioni: «da un lato le criticità che il mercato percepiva dal lato della governance europea nella risoluzione della situazione Grecia con il relativo rischio contagio» e dall' altro, «il focus sul fatto che l' Italia aveva un grande debito pubblico abbinato a una crescita debole da tempo».