Visualizzazione post con etichetta consiglio dei ministri. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta consiglio dei ministri. Mostra tutti i post

domenica 11 novembre 2012

Cronaca: "Quando arrivera' il furore del popolo saranno cazzi amari". Il plico minaccioso per la figlia del Ministro Fornero.

La notizia fa riferimento al 10 novembre e precisamente ieri mattina, dal quotidiano Torinese la Repubblica. Dove una busta gialla e senza mittente e' stata fatta  recapitare all'universita' di Torino, a Silvia Deaglio, la figlia del Ministro Fornero e del giornalista ed economista Mario Deaglio. La giovae 38enne, lavora all'universita' di Torino come insegnante ed assistente genetista. Una busta di minaccia, con un francobollo francese, dove i Carabinieri stanno indagando su quando accaduto. All'interno della busta un foglio bianco in formato A4, su cui incollato una foto del Presidente del Consiglio Mario Monti e del Ministro Fornero, con una scritta: "Quando arrivera' il furore del popolo saranno cazzi amari". Per ora il plico e' stato sequestrato ed inviato alla sezione scentifica dell'Arma per le prie analisi da effettuare. Un segnale forte per lo Stato, dove fa capire che la gente e' stanca di tutta questa Burocrazia senza una retta via.

sabato 24 marzo 2012

CONSIGLIO DEI MINISTRI: APPROVATA LA RIFORMA DEL LAVORO.

Dopo un Consiglio dei Ministri fiume durato più di cinque ore il Governo ha dato il via libera alla proposta di riforma del lavoro da presentare in Parlamento. L'approvazione secondo una formula attesa è stata proclamata “salvo intese” cioè salve successive e probabili modifiche parlamentari, per evitare di essere ridiscussa in CdM. Il Governo come già annunciato ha preferito optare per il disegno di legge ordinario e non per un decreto per evitare altri strappi dopo il mancato accordo sulle modifiche dell'articolo 18.

Quattro obiettivi principali - Il disegno di legge approntato dal Governo, come si legge nella nota stampa di Palazzo Chigi, “è il frutto del confronto con le parti sociali” che ha portato ad una proposta del lavoro complessa e che introdurrà cambiamenti importanti nel mercato del lavoro italiano. Sono quattro gli obiettivi da raggiungere, una “distribuzione più equa delle tutele dell’impiego”, ovviamente attraverso una sistemazione dei contratti flessibili e l'introduzione dei licenziamenti individuali, una maggior efficienza degli ammortizzatori sociali, favorire contratti stabili attraversò incentivi alle imprese e, infine, un maggiore “contrasto agli usi elusivi degli obblighi contributivi e fiscali”.

Sette macro aree di intervento – Per raggiungere gli scopi della riforma del lavoro il Governo ha approntato sette macro-aree di intervento che vanno dai contratti alle tutele dei lavoratori, dalla flessibilità alle coperture assicurative, dai fondi di solidarietà alle politiche di equità. Per quanto riguarda i contratti “massimo valore all’apprendistato” garantiscono da Palazzo Chigi, che sarà la forma favorita per l'ingresso nel mercato del lavoro e che dovrà avere un reale valore formativo.

venerdì 23 marzo 2012

LAVORO: ELSA FORNERO AVANTI CON L'ARTICOLO 18. OGGI LA RIFORMA AL CONSIGLIO DEI MINISTRI.

Oggi il Consiglio dei ministri approverà "salvo intese" la riforma del mercato del lavoro. Si tratta della formula che si usa quando un testo non è ancora definitivo. Lo riferiscono fonti di palazzo Chigi, sostenendo che non sarà necessario un nuovo Cdm per l'adozione della riforma.
Il governo chiude quindi la riforma del mercato del lavoro e tira dritto sull'articolo 18. "Nessuna marcia indietro", assicura il ministro del Lavoro, Elsa Fornero. Anche la Cgil non cambia la sua idea e conferma il no ad un provvedimento che rende solo "i licenziamenti più facili". Ariva anche il no dell'Ugl che insiste sulla possibilità di reintegro nei casi di licenziamento economico, tema sul quale anche la Cisl e la Uil hanno dubbi. Il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, blinda invece la sua posizione contro "ogni ipotesi di indebolimento" in proposito.

sabato 4 febbraio 2012

PENSIONI E POSTO FISSO, CON GIUSTA FLESSIBILITA'. PER IL MINISTRO DEL LAVORO ELSA FORNERO SONO DUE GIUSTE MANOVRE.

A parlare e' il ministro del lavoro Elsa Fornero, evidenziando il baratro che stava per succedere sulla riforma delle pensioni. Una riforma che aiuta i giovani e sottrae loro un'onere, quello del debito che era un peso enorme sulle giovani generazioni, quindi ribadisce ancora che e' stata una giusta manovra per l'Italia.

Per quando riguarda invece il posto fisso, il Ministro ci tiene a dire che resta una grande aspirazione per tutti, e' sara' un'altra manovra da sperimentare, che anche se non ci riusciremo per tutti, dice, chi accetta la flessibilita' non ne paghi le conseguenze o i costi, vale a dire che se un datore di lavoro trova la flessibilita' un elemento positivo, per sue ragioni organizzative, perche' le modalita' di produzione cambiano, andando avanti con i tempi, il datore di lavoro qualcosina dovra' pagare. E restando su questo argomento di flessibilita', buona o cattiva che sia, fara' riferimento alle liberalizzazioni, afferma la Fornero, forse per alcuni, la flessibilita' porta pregiudizi, accogliendo questo progetto come una  cattiveria del governo, ma in certe categorie un po' chiuse, introdurre alcuni elementi di flessibilita' porta alcuni vantaggi. Per quando riguarda la buona flessibilita' che il governo vorrebbe aggiungere, potrebbe essere quella, sull'articolo 18, che in quest'ultimo periodo siamo ritornati a parlarne un po' piu' spesso, ma una cosa e' sicura che mai nessuno potra' licenziare per motivi di discriminazione, ma neanche un lavoratore si dovra' sentire legato a tutti i costi con l'azienda, ma se suo malgrado dovesse perdere il suo posto di lavoro, l'azienda stessa dovrebbe dargli una mano a trovare un nuovo posto, questa e' la giusta flessibilita' a favore dei lavoratori.

mercoledì 25 gennaio 2012

LIBERALIZZAZIONI: IL CAPO DELLO STATO, NAPOLITANO METTE LA FIRMA SUL DECRETO.

Il provvedimento varato venerdi' scorso dal Consiglio dei Ministri, sulle liberalizzazioni, e' arrivato al Colle e prima della firma di Napolitano, e' stato esaminato dai tecnici del Quirinale. Insomma se l'Italia vuole stare al passo con l'Europa dovra' stare alle sue regole e cosi' che Napolitano firmando il decreto a voluto dare il consenso a questo pacchetto.

Prima dell'originale il Presidente della Repubblica aveva fatto una piccola ricognizione sul testo grezzo, dopo essere varata dal Consiglio dei Ministri la scorsa settimana, ed e' stata perfezionata ieri a seguito dell'invio del testo formalizzato dalla Ragioneria generale dello Stato. Cosi' dopo il via libera del pacchetto, da parte del Consiglio, Napolitano era intervenuto dicendo che cio' e' un comportamento deciso e corposo che incidera' molto sulle liberalizzazioni e le infrastrutture.